I cartoni Disney sono i più amati e conosciuti di sempre. Visti da grandi e piccini e famosi per le bellissime storie di fantasia contornate da magnifiche canzoni, nascondono sempre insegnamenti di vita come «non disperare nel presente, ma credi fermamente e il sogno realtà diverrà». Peccato, però, che in casa Disney, le cose non siano poi così perfette. Le linguiste Carmen Fought, del Pitzer College, e Karen Eisenhauer, della North Carolina State University, analizzando dodici cartoni prodotti tra il 1937 e il 2013 dal famoso studio di animazione e aventi come protagoniste principesse, hanno dimostrato che dietro questi film si nasconde un maschilismo presente in tutte le epoche. Nonostante i titoli dei cartoni prendano spesso spunto dai loro nomi, ponendole come protagoniste, le principesse Disney recitano, in realtà, molte meno battute rispetto ai personaggi maschili.
Inizialmente, esse venivano disegnate bellissime ma incapaci, basti pensare al fatto che il 55% dei complimenti rivoltegli dagli altri personaggi riguardavano la bellezza e solo l’11% il carattere. Erano donne di casa, deboli e bisognose dell’aiuto del principe azzurro di cui si innamoravano perché di bell’aspetto. Nonostante questo, però, alle protagoniste era riservata la maggior parte del copione: Biancaneve ha recitato circa il 50% delle battute totali del film, Cenerentola il 70%.
Da diversi anni a questa parte, tuttavia, le principesse sono mostrate come coraggiose, indipendenti e in alcuni cartoni sono loro stesse a salvare il personaggio maschile, di cui si innamorano piano piano conoscendone il carattere. Anche il modo in cui gli altri le vedono è diverso: il 40% dei complimenti complessivi che vengono rivolti alle protagoniste riguardano le loro abilità e solo il 22% l’insindacabile bellezza. Purtroppo, però, la maggior forza data alle beneamate eroine, ha portato ad una brusca riduzione delle loro battute: nella Sirenetta le donne prendono parte al 32% dei dialoghi; Belle, protagonista di La bella e la bestia, recita il 29% delle scene; in Mulan le donne detengono il 23% delle battute, e Jasmine parla solo per il 10% del film Aladdin. Anche in Frozen, in cui le protagoniste sono le sorelle Elsa e Anna, i personaggi femminili parlano meno di quelli maschili: sommando i discorsi di entrambe si raggiunge il 41% delle battute. Davvero troppo poco, quindi!
Meglio principesse parlanti, ma incapaci o forti, ma mute? Nessuna delle due. Bisognerebbe prendere in considerazione il modello femminile mostrato negli ultimi capolavori della famosa casa di animazione, ridando alle eroine lo spazio e le battute che meritano. Per vedere se questo desiderio sarà esaudito basta aspettare l’uscita di Oceania, il nuovo cartone animato firmato Disney, la cui protagonista sarà una ragazza di nome Vaiana la quale, si spera, possa stupire.
Martina Sacco
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