I check-in sui social network sono i nuovi predittori dei processi di gentrificazione che può comportare modifiche evidenti nei quartieri non solo esteticamente, bensì socialmente. Uno studio di Cambridge, analizzando il sito internet Foursquare e i tweet geolocalizzati, lo dimostra basandosi sull’affluenza diversificata di pubblico in alcune zone invece di altre.
La gentrificazione è un fenomeno fisico, sociale ed economico-culturale che indica un insieme di cambiamenti per meglio soddisfare i gusti della popolazione benestante; per cui un quartiere abitato dalla classe lavoratrice e popolato da ceti a basso reddito si tramuta in una zona popolata dalla classe media. Il fenomeno è ben visibile da tutti coloro che abitano le città, poiché i grandi quartieri popolari divengono abitati dalla classe borghese che cambia totalmente l’aspetto di tale zona. Tutto ciò ha dei risvolti nell’aumento dei prezzi di compravendita e affitto delle case, infatti il quartiere continuerà ad essere abitato dalla classe occupante, oppure vi saranno cambiamenti a livello estetico dei palazzi, edifici che un tempo ospitavano attività imprenditoriali diverranno veri e propri loft.
Anche le attività commerciali subiscono delle modifiche, poiché un quartiere sede di piccole attività operaie e artigiane, una volta gentrificato, diviene sede del settore terziario con locali fashion e in voga, la maggior parte rivolti alla ristorazione con privatizzazione di spazi pubblici. Tale processo avviene in tutte le città del mondo, quartieri un tempo abitati da ceti medio-bassi vengono ricolonizzati dalla borghesia, in Italia il fenomeno si nota a Genova (il porto), a Torino (San Salvario, il Quadriltero romano), a Milano (l’Isola, i Navigli) e a Roma (il Testaccio, il Pigneto). Attraverso i social si possono predire tali cambiamenti; una ricerca di Cambridge intitolata Predicting gentrification through social networking analizza i check-in su Fousrquare e i tweet geolocalizzati degli utenti che raccontano molto sugli usi e costumi delle popolazioni delle città al punto da predirne il processo di gentrificazione.
Foursquare è una rete sociale, si basa sulla geolocalizzazione disponibile sia nel web che su applicazioni per i dispositivi mobili; gli utenti registrano la propria posizione (check-in) tramite le applicazioni che utilizzano il GPS e in questo modo ottengono punti o dei badge. La piattaforma è stata creata nel 2008 da Dennis Crowley e Naveen Selvadurai, nasce proprio come applicazione che permette agli utenti registrati di condividere la propria posizione con i propri contatti, i check-in, inoltre, possono essere condivisi collegando l’applicazione ai propri profili Facebbok e Twitter, con l’aggiunta di un breve status. Lo studio dei ricercatori di Cambridge è stato realizzato con la collaborazione dell’Università di Birmingham, della Queen Mary University di Londra e la University College di Londra; hanno sfruttato i dati di 37mila utenti e 42mila luoghi di Londra per poter creare una rete di posti su Foursquare e su Twitter e verificare quanti utenti ci avrebbero fatto check-in e, infatti, in dieci mesi ce ne sono circa mezzo milione. Dai dati sono riusciti a stabilire la diversità a livello sociale di quartieri e locali, alcuni popolati da gruppi di amici, alcuni da visitatori casuali o abituali.
Le metriche di social diversity sono state verificate con gli indicatori di benessere dei vari quartieri londinesi e i ricercatori hanno scoperto che i segnali di gentrificazioni erano più alti nelle aree svantaggiate ad alta diversità locale; tali aree hanno registrato un afflusso di visitatori più ricchi e diversificati, nonché utenti dei due social media che hanno registrato un miglioramento in base all’Index of Multiple Deprovation (IMD). Questo metodo si basa sulle statistiche ed è stato approntato dal Dipartimento delle Comunità e degli Enti Locali che valuta la prosperità nei quartieri inglesi.
Elisa Mercanti
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