«Grazie Coronavirus»: non sono molte le ragioni per cui pronunciare una frase del genere in questo momento storico, tra le poche scuse per cui farlo vi sono i libri. Diciamo che il virus ha causato molti più danni che vantaggi; tra questi ultimi, si annoverano la riduzione dell’inquinamento, la natura che si riappropria del suo Pianeta e, soprattutto, il tempo. Il virus ha restituito, insomma, ciò che in tutte le giornate pre-quarantena non si faceva altro che anelare e rincorrere. Quante volte, infatti, si desiderava sedersi sul divano con un buon libro (cartaceo o e-Book) in mano?
Le scuse son finite adesso, con l’intero mondo editoriale attivatosi per diffondere la cultura della lettura. Ecco, di conseguenza, le varie iniziative:
L’Accademia della Scrittura, il MIBACT, così come varie case editrici tra cui Marlin, Ensemble e La Nave di Teseo, stanno lanciando i propri hashtag per spronare i lettori a condividere, sui social, le proprie letture, e commentarle attraverso video, foto o citazioni. Inoltre, ogni giorno pubblicano nuovi contenuti, giochi letterari e consigli di lettura per chi vuol lasciarsi guidare. Ognuno ha coniato il suo lancio sui social, e tra i più diffusi, troviamo: #ioleggoacasa, #iorestoaleggere #LaLetturaAlTempoDelCoronavirus (fonte ANSA.it).
Per invogliare alla lettura, il mondo dei libri si è attivato anche promuovendo una serie di iniziative per regalarne alcuni in versione digitale. Tra questi, la Fazi, che dall’inizio della quarantena rende gratuito. ogni lunedì, uno tra gli e-Book della sua collana, scaricabile, in modo gratuito, per tutta la settimana. Attualmente, fino a giorno 9 aprile, è possibile Il Manoscritto di Thilliez. La Nave di Teseo, invece, ha deciso di regalare uno dei suoi libri più preziosi: Amore Colpevole di Tolstaja. Molte iniziative simili vengono attuate da case editrici come IBS, ilSaggiatore, Adelphi, Feltrinelli Comics, eccetera. Per i più piccoli, per esempio, il sito di Geronimo Stilton pubblica storie gratuite e giochi legati ai suoi libri.
Restare a casa, allo stesso tempo, implica avere le librerie chiuse; e per agevolare i librai indipendenti che non abbiano già un e-commerce, ma anche i lettori che preferiscono la carta al digitale, è nato libri da asporto , una raccolta fondi fatta dagli editori aderenti per coprire le spese di trasporto per le librerie in questione (la lista di quelle aderenti all’iniziativa, nelle rispettive città, si trova nel sito sopracitato).
Insomma, il mondo si è, sì, fermato, ma non quello dei libri, che cerca costantemente di diffondere il messaggio più importante: leggere per salvarsi; soprattutto adesso.
Chiara Forcisi
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