ALESSANDRIA – Per reagire bene a certe cure è necessario avere voglia di guarire e credere nelle proprie forze, tanto fisiche quanto interiori. Uno strumento che può senz’altro aiutare consiste nell’esternare i propri sentimenti e nell’esprimersi in maniera artistica, ecco perché nel reparto di Neurologia dell’Ospedale Civile di Alessandria esiste già da qualche anno una stanza interamente dedicata alla scrittura. «Scrivere aiuta a stare meglio», sostiene con fermezza il dottor Antonio Maconi, convinto come molti altri che luoghi del genere possano aiutare tanto il corpo quanto l’anima, in un momento di particolare fragilità.
L’Azienda ospedaliera, non a caso, è «all’avanguardia per quanto riguarda la medicina narrativa», poiché si serve di una metodologia «che si concentra sul ruolo relazionale e terapeutico del racconto dell’esperienza di malattia da parte del paziente e nella condivisione dell’esperienza, attraverso la narrazione, con il medico che lo cura». A confermarlo è stato, fra gli altri, lo psicologo Antonio Pepoli, secondo il quale tale meccanismo «favorisce una diagnosi efficace». Così, chiunque sia ricoverato nella struttura può accedere a tale area e lasciare scritti i propri pensieri su carta, ispirandosi a numerosi altri già custoditi all’interno di una scatolina messa sempre a disposizione di chi arriva. Ciò aiuterebbe non solo a sentirsi meglio fin da subito, ma, come ha sottolineato Maconi, anche ad instaurare una relazione migliore con chi si occupa della sua terapia, favorendo la fiducia e la complicità reciproche.
L’iniziativa è stata ora abbinata a un vero e proprio concorso, dal titolo Racconta la tua storia e a presiederlo sarà Roberto Cotroneo, scrittore e giornalista originario di Alessandria che attualmente dirige la Scuola di giornalismo della Luiss. Il suggerimento dato ai pazienti che desiderano partecipare è semplice: basta concentrarsi su se stessi e sulle proprie percezioni per dare alla luce racconti profondi, interessanti e stimolanti sia per chi li scrive sia per chi li legge. Ne ha dato un buon esempio Antonella Barbierato, coordinatrice infermieristica dell’unità coronarica di Cardiologia, che ha letto le pagine consegnate da un ventottenne sorpreso da aritmia cardiaca maligna mentre disputava una partita di calcio. Numerose sono e saranno ancora le storie proposte da chi è ricoverato, perché un simile ausilio si riconosce presto come un toccasana originale ed efficace, capace di aiutare anche solo ad affrontare il tema stesso della malattia o del malessere e diventando, di conseguenza, un prezioso alleato per chiunque voglia guarire nella maniera più completa possibile.© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.
Ti piacerebbe entrare nella redazione di Voci di Città? Hai sempre coltivato il desiderio di scrivere articoli e cimentarti nel mondo dell’informazione? Allora stai leggendo il giornale giusto. Invia un articolo di prova, a tema libero, all’indirizzo e-mail entrainvdc@vocidicitta.it. L’elaborato verrà letto, corretto ed eventualmente pubblicato. In seguito, ti spiegheremo come iscriverti alla nostra associazione culturale per diventare un membro della redazione.
Al via la 72ª edizione del Taormina Film Festival: “Tra tradizione e futuro”
Mondiali 2026, alla scoperta del gruppo L: Inghilterra sotto i riflettori
Un implacabile Antonelli regola Russell e i soliti proclami Ferrari
Mondiali 2026, alla scoperta del gruppo K: il Portogallo sogna
Taormina Film Festival, selezionato “Un viaggio per incontrare Mimì”
Mondiali 2026, alla scoperta del gruppo J: l’ultima danza di Messi