Tutti i giorni, inconsapevolmente, utilizziamo una terminologia particolare per designare qualcosa, ed è, ormai, quasi normale servirci di determinate parole per “farci capire” o “far capire il nostro punto di vista”. Non a caso, sociolinguisticamente parlando, si è appurato che molto spesso, i parlanti, preferiscono adoperare proprio un gergo dialettale rispetto alla lingua italiana, poiché esso appare più comprensibile e fruibile nei contesti colloquiali. E se questo, socialmente parlando però, è condensato persino di parole che non tutti i “prescelti” conoscono, ecco la conversazione in questione diventare “idilliaca”. Tuttavia, qualora si volesse entrare a far parte del gruppo di persone “fighe” linguisticamente, ma non si conoscono le parole che arricchiscono, di fondo, quel vocabolario, come fare? In tal proposito, ecco arrivato, ancora solo su Internet però, Slengo, il cosiddetto “urban dictionary”.
Come riporta Vice, Slengo è una creazione di due ex studenti universitari, un ragazzo di Catania, Marco Lucio Giannotta, e uno di Napoli, Stefano Pirone. Con esso, si sono preposti l’obiettivo di agglomerare, in un unico grande glossario, i termini che sentiamo spesso per strada, ma di cui non ne conosciamo, a volte, il significato – soprattutto se essi siano stati frutto della creazione del linguaggio giovanile, non sempre comprensibile anche dai grandi. Per questo, infatti, su Slengo troviamo parole come shippare, bimbominkia, intrippare, o alcuni provenienti dalla lingua inglese come photoshoppare, pixellato… e così via. E per ogni parola, troviamo: la contestualizzazione, la definizione, e la provenienza (regionale o meno). Ma non finisce qui! In Slengo, chiunque può dare il proprio contributo gergale, ovvero, aggiungere nuovi termini fino ad allora sconosciuti (se non ai fondatori e ai parlanti iniziali). Naturalmente, ogni termine sarà moderato da Marco Lucio e da Stefano prima di essere aggiunto al dizionario, con lo scopo di scegliere attentamente i contenuti per la propria opera. Sebbene tutti, comunque, hanno la possibilità di diventare protagonisti di questa nuova rivoluzione lessicale.
Pronti, quindi?
Anastasia Gambera
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