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“Donna con brace”, il dipinto ricercato dall’Interpol e ritrovato dopo 50 anni
04 Marzo 2025
Art attack

“Donna con brace”, il dipinto ricercato dall’Interpol e ritrovato dopo 50 anni

Home » Dante & Socrate » Art attack » “Donna con brace”, il dipinto ricercato dall’Interpol e ritrovato dopo 50 anni
Il dipinto “Donna con brace”, realizzato nel 1626 dal maestro fiammingo-olandese Pieter Brueghel, scomparse misteriosamente dal Museo nazionale di Danzica nel 1974.
Il dipinto, grande appena 17 centimetri, raffigura una donna che trasporta carboni ardenti con delle pinze in una mano e un calderone d’acqua nell’altra, un riferimento al vecchio detto olandese: “Non credere mai a una persona che porta l’acqua in una mano e il fuoco nell’altra”. Il furto fu scoperto il 24 aprile 1974, quando per sbaglio un addetto del museo fece cadere il Brueghel dal muro e, al posto dell’opera originale, dalla cornice venne fuori una riproduzione ritagliata da una rivista.

Il mistero della sparizione della “Donna con brace”

Si pensava che nella sparizione fossero coinvolti i servizi segreti polacchi, ma grazie all’opera della polizia olandese, un noto detective dell’arte e un gruppi di giornalisti di riviste specializzate si è riusciti a far luce sulla misteriosa scomparsa del Brueghel. Si è infatti scoperto che l’opera, rubata e sostituita con la riproduzione, era in verità era custodita in un museo nel Limburgo (Paesi Bassi) come ha assicurato Richard Bronswijk dell’unità per i reati contro l’arte della polizia olandese: “Siamo sicuri al 100% che si tratti dello stesso dipinto scomparso dal Museo nazionale di Danzica nel 1974”.
I primi sospetti, ha riferito il detective d’arte Arthur Brand coinvolto nelle indagini, sono sorti quando la rivista d’arte olandese Vind ha individuato l’opera in una mostra l’anno scorso. Il dipinto, pubblicizzato come “inedito da 40 anni”, era stato prestato da una collezione privata al Museo di Gouda, nell’omonima città nei Paesi Bassi. “Sebbene gli esperti di ‘Vind’ non ne fossero certi, era molto simile al Brueghel esposto a Gouda”, ha affermato Brand.

Il detective Arthur Brand, “l’Indiana Jones del mondo dell’arte”

Brand, noto nel suo campo con il soprannome “l’Indiana Jones del mondo dell’arte” per i suoi celebri recuperi di opere rubate, ha collaborato con la polizia e agli investigatori per verificare l’autenticità del dipinto. Durante le indagini Brand ha anche esaminato attentamente il database dell’Interpol, che aveva diramato un avviso in merito al dipinto di Brueghel. “Ho concluso che il dipinto presente nella lista dell’Interpol e quello esposto erano la stessa cosa”, ha dichiarato lo stesso Brand.
Così, una volta informate le autorità polacche e completate le procedure necessarie, il Ministero della Cultura polacco ha affermato “forniremo informazioni sul trasferimento del dipinto”. Mentre il curatore d’arte del museo Guda, Ingmar Reesing, ha affermato che il museo è rimasto “molto sorpreso” nello scoprire la storia del dipinto. Il valore dell’opera è sconosciuto, ma secondo il sito web della casa d’aste Christie’s, i dipinti di Brueghel il Giovane vengono spesso venduti a milioni di dollari.

Diversi giornalisti polacchi avevano scritto del furto, tra cui la rivista polacca d’inchiesta specializzata Art Sherlock nel 2019 e il canale televisivo polacco TVN24. Cinquant’anni fa, pochi giorni dopo la scoperta, un funzionario doganale polacco che aveva denunciato l’esportazione illegale di opere d’arte attraverso il porto di Gdynia fu ucciso e bruciato poco prima di testimoniare. Le indagini sulla morte del doganiere e sulla scomparsa del dipinto furono chiuse poco dopo. Al momento la polizia olandese sta indagando su come l’opera sia finita in una collezione privata nei Paesi Bassi.

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