“Andrea Sempio si trovava nella villetta di via Pascoli a Garlasco la mattina in cui Chiara Poggi fu uccisa”. Non è solo l’esame del DNA a spingere la procura di Pavia in questa direzione, ma anche “altri quattro o cinque elementi” che, secondo gli inquirenti, lo geolocalizzano sulla scena del crimine.
È da questa convinzione che parte la nuova inchiesta, un fascicolo che riapre uno dei casi più controversi della cronaca nera italiana, a distanza di quasi 18 anni dai fatti.
La procura ha rianalizzato, negli ultimi giorni, vecchi elementi ignorati all’epoca e ha raccolto nuovi dati. A partire da questi, i magistrati interrogheranno Andrea Sempio, affiancato da Alberto Stasi e Marco Poggi, fratello della vittima. Quest’ultimo sarà ascoltato a Venezia dal pm Giuliana Rizza.
Gli elementi che hanno convinto gli inquirenti della presenza di Sempio nella villetta non sono ancora pubblici. Potrebbero esserlo, però, se l’indagato non si avvarrà della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio.
Quella mattina del 13 agosto 2007, quando Chiara fu uccisa tra le 9.12 e le 9.35, il giovane – allora diciannovenne – non si trovava fuori Garlasco, contrariamente a quanto inizialmente dichiarato.
Il biglietto del parcheggio, che finora era stato considerato un alibi, non viene più ritenuto attendibile. La distanza tra casa Sempio e il parcheggio indicato è di 16 chilometri, percorribili in meno di venti minuti, e l’orario di arrivo riportato (10:18) non lo esclude dal momento dell’omicidio. Un dettaglio importante, perché il presunto alibi cade proprio nei minuti cruciali.
Nel nuovo impianto accusatorio rientra anche una ricostruzione aggiornata della dinamica del delitto, basata sull’analisi delle tracce di sangue. I primi colpi sarebbero stati inferti sull’ingresso di casa, poi il corpo sarebbe stato trascinato dentro, finito con altri colpi, infine gettato giù per le scale che portano alla cantina.
Uno degli elementi chiave è il DNA di Sempio ritrovato sotto le unghie di Chiara. L’indagato ha sempre sostenuto che possa essere finito lì tramite la tastiera del computer della ragazza, ma Marco Poggi, fratello della vittima, ha messo a verbale di non ricordare che Sempio sia stato nella villetta prima del 5 agosto, ovvero una settimana prima dell’omicidio.
Intanto Alberto Stasi verrà ascoltato come “testimone assistito”. Tale formula si applica a chi ha già una condanna definitiva e quindi non può essere giudicato nuovamente per lo stesso reato, in virtù del principio del ne bis in idem.
Un altro nodo riguarda proprio Marco Poggi. Secondo la difesa di Sempio, il fratello della vittima sarebbe preoccupato e dispiaciuto per la situazione in cui versa l’ex amico. Alcune indiscrezioni partite da persone vicine dicono l’esatto contrario.
C’è una forte contraddizione nei tentativi di ricostruzione degli investigatori. Secondo le indagini, Poggi non ha ricevuto avvisi di chiamate perse quel giorno, mentre era in Trentino e sua sorella moriva. Dal canto suo, Sempio sostiene di averlo cercato al cellulare prima e dopo le telefonate all’utenza fissa, nella casa in cui in quel momento c’era solo Chiara.
Ulteriore benzina sul fuoco è arrivata dal canale Youtube “Falsissimo”, gestito da Fabrizio Corona. L’ex paparazzo ha rilanciato la tesi per cui Chiara sarebbe stata uccisa da un gruppo di quattro persone presenti nella villetta. Alla base di questa ricostruzione ci sarebbe una festa di luglio, cui Chiara Poggi avrebbe partecipato, insieme alle gemelle Paola e Stefania Cappa e gli amici di Sempio. Tra questi, Alessandro Biasibetti, all’epoca fidanzato di Angela Taccia (oggi avvocato di Sempio).
Questa ricostruzione era parzialmente girata negli ambienti investigativi. Chiara Poggi avrebbe visto qualcosa che non doveva vedere o rifiutato qualche proposta. Sarebbe poi stata uccisa per tapparle la bocca. Sono, comunque, solo ipotesi, lontane dall’essere verità giudiziarie.
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