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Statua di San Petronio sfregiata con inno ad Allah
29 Giugno 2016
BolognaCittà

Statua di San Petronio sfregiata con inno ad Allah

Home » Città » Bologna » Statua di San Petronio sfregiata con inno ad Allah

Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 giugno, la statua di San Petronio Vecchio (del 1683, scultore Gabriele Brunelli) situata proprio sotto le Due Torri è stata marchiata da una vernice spray bianca che recita le parole del Corano «Allah Akbar». Ecco quali sono state le reazioni della città.

sfregio San PetronioBOLOGNA – Quello che succede la notte del sabato sera a Bologna è sempre imprevedibile e così è stato lo scorso week-end (25/26 giugno), con la piccola differenza che, stavolta, a svegliarsi un po’ distrutto dalla sera precedente non è stato uno dei tanti studenti reduci dallo sballo della movida bolognese, bensì la statua di San Petronio Vecchio, situata esattamente sotto le Due Torri in piazza di Porta Ravegnana. Il caro “Vecchio” Petronio, infatti, in quella che si prospettava una domenica mattina estiva come tante altre, pronto a sorridere nei selfie dei turisti con le Torri da sfondo, ha avuto un cattivo risveglio, a causa della scritta che si è ritrovato sulla parte frontale del proprio basamento: «Allah Akbar», letteralmente Dio è il più grande. Nonostante i lavori per insabbiare lo sfregio siano iniziati immediatamente il lunedì mattina (a cura dello studio Analisi restauro manutenzione Leonardo), il fatto ha causato una forte reazione in città tra i cittadini i quali si sono divisi tra coloro spaventati dal significato della scritta, ricollegata (erroneamente?) ai tanti attacchi ISIS che hanno invaso l’Europa negli ultimi tempi; e quelli per cui il segno bianco sul Petronio non è altro che l’ennesima vernice a imbrattare le mura bolognesi. Vediamo nel dettaglio le rispettive riflessioni di alcuni personaggi illustri della città:

Il sindaco

«Mi auguro sia solo una bravata di qualche sciocco. Bologna ha dimostrato di essere una città dove diverse culture e religioni da secoli convivono e sanno dialogare, gesti simili non possono trovare cittadinanza» questo il commento immediato del sindaco Virginio Merola, il quale ha subito rassicurato: «Ho già attivato il settore competente per la pulizia del monumento» mantenendo poi la parola data.

La Curiasfregio San Petronio

Per quanto riguarda la Chiesa, l’Arcidiocesi bolognese «condanna fermamente l’atto di chi ha imbrattato con una scritta provocatoria il piedistallo della statua di San Petronio, simbolo civile e religioso della Città. Usare il nome di Dio per offendere gli altri è una bestemmia», riponendo, poi, la propria fiducia nelle Autorità affinché identifichino il prima possibile il responsabile. La Curia lancia, inoltre, un appello importante: «A tutti i cittadini chiediamo di non cedere a logiche di contrapposizione e di far piuttosto prevalere le ragioni della collaborazione, tra tutti, per una pacifica convivenza».

La Comunità Islamica

A nome della Comunità Islamica di Bologna si è espresso il suo coordinatore, Yassine Lafram (in un’intervista a BolognaToday), spiegando, innanzitutto, il vero significato delle parole tracciate sulla statua: «Questa frase, Dio è il più grande, sta ad indicare che nel momento di preghiera siamo concentrati solo su Dio: non sulla nostra casa, non sulla nostra auto, non sulla nostra squadra del cuore»; ha aggiunto anche: «La questione è che ci troviamo di fronte al deturpamento di un monumento che ha un valore storico e artistico. Questo graffito, esattamente come quelli che stuprano via Zamboni, lascia dell’amaro in bocca e che l’autore sia musulmano oppure no, resta comunque un cretino!» Non resta che aspettare l’esito delle indagini per fare luce sull’attacco al “Vecchio”: sarà un avvertimento d’allarme lanciato appositamente, oppure, come suggerisce lo stesso Yassine, è meglio se «Non cadiamo nel tranello di chi vuole mettere gli uni contro gli altri. Non abbiamo mai strumentalizzato e mai dato troppa importanza neppure alle scritte contro di noi, fra cui la più tenera è “morte agli islamici”, per cui invito a fare lo stesso adesso. Continuiamo il nostro percorso di dialogo»?

Chiara Forcisi

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
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Chiara Forcisi

About Chiara Forcisi

Da sempre lettrice accanita, Chiara all’età di 13 anni pubblica You are my angel, il suo primo romanzo. Frequenta il Liceo Classico N. Spedalieri di Catania, dove completa gli studi in bellezza in qualità di rappresentante d’istituto e dirige, dopo averlo fondato, il giornalino scolastico Il Punto, degno erede di Voci di Corridoio, antesignano di Voci di Città. A marzo 2013 corona il suo più grande sogno: partire come delegate con l’Associazione Diplomatici alla scoperta della Grande Mela. Si laurea in Scienze della Comunicazione all’Alma Mater Studiorum di Bologna a luglio 2018. Inoltre, anche se è impegnata ad affrontare la vita quotidiana non si arrende e prova ancora a realizzare ciò che voleva fare fin dalla culla: salvare il mondo con le parole.

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