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Raddoppio tratta ferroviaria Messina-Catania: «Grande investimento, e i tempi…»
01 Maggio 2021
CataniaMessinaCittà

Raddoppio tratta ferroviaria Messina-Catania: «Grande investimento, e i tempi…»

Home » Città » Catania » Raddoppio tratta ferroviaria Messina-Catania: «Grande investimento, e i tempi…»

Torniamo a occuparci del tema infrastrutture in Sicilia: parliamo di ferrovie, soffermandoci sulla sponda orientale dell’isola. La tratta che unisce Messina e Catania da anni è ormai sulla bocca di tutti e si attendono sviluppi, anche in relazione alla crescita del passante ferroviario del capoluogo etneo. Un’importanza anche perché abbraccerebbe località importanti come Taormina, Giardini Naxos, Giarre e Acireale, che in virtù di ciò vedrebbero un notevole avvicendarsi di passeggeri.

Al momento, però, l’unica tratta per la quale i lavori sono già stati resi ufficiali è quella compresa tra Giampilieri, nel Messinese e poco più a sud del capoluogo peloritano, e Fiumefreddo di Sicilia, nel Catanese. L’ingegnere trasportista Roberto Di Maria ha fatto il punto sullo stato attuale dei lavori, sottolineando come il percorso, a lavori conclusi e a doppio binario, si appresti ad avere un aspetto totalmente diverso da quello attuale.

«I lavori da realizzare sulla Messina-Catania – spiega Di Maria – riguardano la tratta Fiumefreddo-Giampilieri, ancora a binario unico. La tratta è lunga 42,2 chilometri e sarà raddoppiata in una nuova sede, ben diversa dall’attuale linea che si sviluppa lungo la linea costiera. La nuova linea a doppio binario sarà realizzata per l’85% in galleria (complessivamente 37 chilometri di tunnel) e sarà suddivisa in due lotti: il lotto 1, da Fiumefreddo a Letojanni, per circa 14 chilometri, e il lotto 2, da Letojanni a Giampilieri, per circa 28,2 chilometri. Il lotto 2, per un importo a base d’asta di 1 miliardo e 113 milioni di euro è stato aggiudicato lo scorso 19 marzo al Gruppo Webuild, capofila del consorzio con una quota del 70%, insieme a Pizzarotti (30%); l’appalto prevede anche la redazione del progetto esecutivo prima dell’inizio effettivo dei lavori, che avverrà nei primi mesi del 2022. Tra progettazione ed esecuzione si prevedono 9 anni e mezzo per arrivare all’attivazione della nuova tratta. La gara di appalto per l’aggiudicazione del lotto 1 è ancora in corso, per un importo a base d’asta di 672 milioni circa; in questo caso si prevedono 8 anni e mezzo per l’entrata in esercizio della linea».

Le novità riguardano anche l’apertura di nuove stazioni e la velocità della linea: i tempi di percorrenza saranno notevolmente ridotti.

«L’investimento complessivo sulla Messina-Catania – conclude Di Maria –, considerando anche le ‘somme a disposizione dell’amministrazione’ (spese tecniche, espropri, IVA, etc) è di 2,3 miliardi di euro. La linea Messina Catania è inserita nel corridoio TEN-T Scandinavo-Mediterraneo, che in Sicilia prevede l’itinerario Messina-Catania-Palermo. Al termine dei lavori, sarà possibile andare da Messina a Catania e viceversa in 45 minuti, con una riduzione di 30’ rispetto ai tempi di percorrenza attuali. A differenza di quanto dichiarato da più parti, non si tratta di una linea ad alta velocità. La velocità di tracciato, prevista in progetto, è di 160 chilometri orari. Il progetto prevede la realizzazione di 6 nuove fermate (Fiumefreddo-Calatabiano, Alcantara-Giardini, Taormina, S.Alessio, Nizza-Alì e Itala-Scaletta) con l’abbandono della linea attualmente utilizzata nella tratta Letojanni-Giampilieri, mentre la tratta Alcantara-Letojanni rimarrà in esercizio per la mobilità locale e per consentire l’attivazione della linea dismessa Alcantara-Randazzo, come richiesto dal Ministero per l’Ambiente in sede di approvazione del progetto definitivo del raddoppio. Un risultato ottenuto grazie all’impegno dell’Associazione Ferrovie Siciliane e di Sicilia in Progress, che negli anni passati, assieme all’allora sindaco di Giardini Naxos, Nello Lo Turco, hanno chiesto e ottenuto il mantenimento della tratta storica comprendente la splendida stazione di Taormina-Giardini e la riattivazione della Alcantara-Randazzo».

Foto Pixabay

Giuliano Spina

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