Femminicidio a Caleppio, alle porte di Milano. Marito ubriaco accoltella la moglie davanti gli occhi della figlia di 10 anni che ha poi chiamato i soccorsi.
Il padre della ragazzina, Khalid di 50 anni, lavoratore in una azienda di condizionatori della zona, ha accoltellato la madre, Amina, di 7 anni più giovane per poi pregare davanti al corpo esanime della donna.
Khalid era stato già denunciato per violenza domestica tre anni fa, ma nonostante l’attivazione della procedura non furono attivate misure cautelari. La figlia è riuscita un paio d’ore dopo a chiamare i soccorsi tramite il cellulare. Poi è stata inseguita dal padre giù per tre piani di scale.
I militari della Compagnia di San Donato l’hanno trovata all’ingresso del palazzo e l’hanno portata via e hanno arrestato l’uomo, il quale, mentre veniva immobilizzato, ha ripetuto: “L’ho ammazzata, l’ho ammazzata”.
Il pm milanese Antonio Pansa, che si è recato con gli investigatori nell’abitazione per i primi rilievi e per sentire alcuni testimoni, inoltrerà al gip la richiesta di convalida dell’arresto del 50enne, ora a San Vittore, con l’accusa di omicidio aggravato.
Disposto anche il sequestro dell’appartamento.
La bambina verrà sentita invece con un’audizione protetta e in presenza di una psicologa, l’autopsia si terrà nei prossimi giorni.
La coppia era arrivata dal Marocco almeno quattro anni fa.
Amina aveva un lavoretto in un pub vicino a casa, “era educata, una brava persona e mi diceva sempre che stava bene. Invece qui, tutti sapevano che avevano problemi. Il marito si ubriacava spesso – ha proseguito la signora in lacrime – e cominciava a lanciare sedie e bottiglie dalla finestra fino all’arrivo dei carabinieri” riferisce una vicina di casa loro connazionale.
E questo si è ripetuto a partire da da due estati fa, ha riferito un altro vicino, quando mamma e piccola sono andate in Marocco. “Era stato allontanato e, infatti, non l’abbiamo visto per un certo periodo. Ma la moglie, forse per paura di ripercussioni, lo aveva fatto ritornare“.
L’uomo provocava problemi anche ai vicini di casa: Emanuela Collini, che vive sullo stesso pianerottolo e che un paio di anni fa aveva sporto di denuncia. “Mi aveva imbrattato la porta di casa e il muro” sulle scale “con il suo sangue – ha spiegato – Si era tagliato i piedi. Qui se l’è presa un po’ con tutti, poi con me che sono una donna sola“.
Massimo Giordano, il sindaco di Settala, ha spiegato che la famiglia era “sotto osservazione” da parte dei servizi sociali del Comune. “Erano allertati da tempo. Penso che tutto quello che la nostra amministrazione ha fatto era perfettamente conforme alle procedure” e che oltre “non si potesse andare“.
Immagine in evidenza: CorriereMilano
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