Girava per le strade di San Giovanni Galermo con una pistola semiautomatica clandestina nascosta nel marsupio. Per questo un 56enne catanese, già noto alle forze dell’ordine per i numerosi precedenti penali e di polizia, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di detenzione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo clandestina.
L’episodio risale al pomeriggio del 29 maggio scorso, quando gli agenti della Squadra Mobile di Catania, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno intercettato lungo via Galermo uno scooter Honda X-ADV che aveva attirato la loro attenzione per una manovra repentina effettuata alla vista dell’auto di servizio. Un comportamento che ha spinto i poliziotti ad approfondire i controlli e a ricostruire i movimenti dei soggetti coinvolti.
Poco dopo, nei pressi di un’edicola dalla quale il mezzo era partito, gli operatori hanno individuato un uomo fermo a bordo dello scooter. Alla vista dei poliziotti, il 56enne è apparso particolarmente nervoso e avrebbe portato la mano verso il marsupio che indossava in vita, un gesto che ha immediatamente fatto scattare l’allarme tra gli agenti.
Il sospetto si è rivelato fondato. I poliziotti sono intervenuti con estrema rapidità, bloccando immediatamente il 56enne prima che potesse compiere qualsiasi gesto potenzialmente pericoloso. Un intervento reso ancora più urgente dalla presenza di numerosi cittadini nella zona, particolarmente frequentata nelle ore pomeridiane. La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire nel marsupio una pistola semiautomatica Beretta modello 70 calibro 7,65 con matricola abrasa e un caricatore contenente sette cartucce perfettamente funzionanti. Un’arma clandestina, quindi non tracciabile, e pronta all’uso, la cui disponibilità in un contesto urbano affollato avrebbe potuto mettere seriamente a rischio l’incolumità degli astanti.
La presenza di una pistola carica e pronta all’uso in una zona densamente abitata e frequentata da residenti e passanti ha fatto emergere un concreto pericolo per la sicurezza pubblica. Proprio la prontezza operativa degli agenti ha consentito di neutralizzare immediatamente ogni possibile rischio e di impedire che la situazione potesse degenerare, tutelando così l’incolumità delle persone presenti nell’area. Considerati anche i numerosi precedenti penali e di polizia dell’indagato, gli operatori hanno quindi proceduto al suo arresto.
Il 56enne è stato quindi accompagnato negli uffici della Polizia Scientifica per gli accertamenti di rito e successivamente trasferito nel carcere di Piazza Lanza, dove è rimasto a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.
Come previsto dalla legge, nei confronti dell’indagato vale il principio di presunzione d’innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
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