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Dalla bancarotta al tritone Maserati, 5 chicche sorprendenti su Bologna
15 Dicembre 2018
Travel

Dalla bancarotta al tritone Maserati, 5 chicche sorprendenti su Bologna

Home » Business » Travel » Dalla bancarotta al tritone Maserati, 5 chicche sorprendenti su Bologna

Bologna, si sa, è piena di segreti. Ci sono storie e curiosità inedite che riguardano proprio i posti più famosi della città che neanche chi vi vive da lungo tempo conosce. Eccone 5.

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  1. San Petronio o Papa Gregorio XIII? In Piazza Maggiore, sul maestoso portale d’ingresso di Palazzo D’Accursio, sede del Municipio, sorge una imponente scultura che ritrae Papa Gregorio XIII, pontefice di origine bolognese artefice del calendario gregoriano. Sulla testa del pontefice, però, una lapide marmorea recita: “Divus Petronius protector et pater”. Questo induce i più a ritenere che la scultura ritragga San Petronio protettore, appunto, della città. Solo un errore? No, in realtà, dietro alla posizione della lapide, si nasconde un ponderato artificio. Durante la conquista dell’Italia, Napoleone Bonaparte era solito far fondere le statue dei Papi per forgiare ed erigere al loro posto statue che lo raffigurassero. I cittadini bolognesi amavano molto il loro Pontefice, così, per difenderne l’effigie vi posero sopra la bugiarda targa e i francesi ignari non toccarono mai Papa Gregorio XIII, che tuttora si affaccia indisturbato sulla Piazza.
  2. Il tridente del Nettuno e la Maserati. Tutti conoscono il logo della Maserati: un tridente. Ma, non tutti sanno che i fondatori della casa automobilistica lo scelsero identico a quello del Nettuno, che domina Piazza del Nettuno nel cuore della città, proprio per imprimere sulle auto Maserati il legame della casa automobilistica con la città di Bologna che le diede i natali.
  3. Il termine Bancarotta nasce a Bologna. Nell’antichità, davanti a Palazzo Re Enzo, l’antico palazzo della Borsa, i banchieri solevano porre dei banchi di legno, ciascuno il proprio con un riconoscibile stemma. Quando uno di loro andava in fallimento il suo banco veniva rotto in mille pezzi con dei martelli. A questa immagine, di cui spesso furono testimoni gli occhi dei cittadini, bolognesi dobbiamo il termine bancarotta oggi usato nella stessa accezione.     bologna-2298358_960_720
  4. Tombini appositi per la neve. Passeggiando per la città vi capiterà di notare, oltre ai tombini classici, dei tombini speciali. Sono tondi e di pietra. Furono introdotti in città nel Medioevo. Bologna, come molti sapranno, era attraversata da moltissimi canali e vie fluviali poi col tempo e con le operazioni di bonifica sotterrati. Oggi, infatti, è possibile visitare un percorso sotterraneo che mostra le vie fluviali della città del passato: “Bologna Sotterranea”. Essendo sempre stata una terra fredda soggetta ad abbondanti precipitazioni nevose, questi tombini furono pensati come un modo pratico per convogliarvi la neve che cadeva così nei canali per poi disperdersi.
  5. Le formelle identiche di Palazzo del Podestà. Questo Palazzo sorge su Piazza grande ed è il frutto del lavoro certosino e della fantasia di artisti bolognesi, i quali hanno creato nei rosoni che ornano il bugnato dei piloni una straordinaria opera d’arte e maestria. Secondo una stima approssimativa, sembra che vi siano, collocati al centro di ogni “bugna”, circa 12 mila tra fiori, animali, stemmi, figure antropomorfe e altre rappresentazioni creative non una identica all’altra. Eccetto che per due formelle del bugnato laterale (che affaccia su Piazza Re Enzo) che sono identiche tra loro, ma che nessuno finora ha mai individuato. La caccia è sempre aperta.

    Gilda Angrisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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