La Tesla sta attualmente attraversando un’importante crisi delle vendite causata, forse come fattore dominante, dalle posizioni politiche del suo fondatore Elon Musk.
La famosa azienda di produzione automobilistica con a capo Elon Musk, secondo i dati, nel gennaio del 2025 ha registrato un repentino crollo delle proprie vendite in Germania (59%), Francia (63%), Regno Unito (12%) e California (11,6%). La situazione appare particolarmente grave in territorio tedesco.
Le vendite in Germania, infatti, sono già in calo da più di un anno a causa dell’andamento negativo del mercato delle auto elettriche e, nonostante nel mese di gennaio 2025 le immatricolazioni di auto elettriche siano tornate ad aumentare, le auto Tesla hanno rappresentato solamente il 3,7% del mercato tedesco, con solo 1277 auto Tesla vendute. Si registra così, solo in Germania, un calo delle vendite di Tesla di quasi il 60% rispetto allo scorso anno (il dato peggiore in Germania da luglio 2021).
Oltre alla crescente concorrenza delle auto elettriche sul mercato, un primo motivo di declino della Tesla, che rivela un probabile sabotaggio, potrebbe essere legato all’interventismo di Elon Musk nelle questioni politiche europee, sostenendo prima di tutto il “Make Europe Great Again“, ispirato al “Make America Great Again” di Donald Trump.
Per quanto riguarda la Germania, un fattore di influenza negativa nelle azioni dell’azienda coincide con la simpatia politica di Elon Musk pubblicamente espressa verso l’estrema destra tedesca, motivo di recenti controversie attorno alla figura dell’imprenditore.
Il ceo di Tesla, infatti, ha suscitato grande polemica internazionale dopo avere espressamente sostenuto Alice Weidel, leader del partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD), di carattere neonazista. A gennaio, Musk ha preso virtualmente parte, tramite X, ad un comizio del partito con la Weidel, intervenendo e incoraggiando i tedeschi a essere “orgogliosi della propria cultura” e a “non avere sensi di colpa per il passato“, con un evidente riferimento alle atrocità commesse in guerra dal nazismo.
Questo suo attivismo politico ha subito suscitato grande disapprovazione dell’opinione pubblica, unito al fatto che l’intervento è coinciso con la vigilia dell’80° anniversario della liberazione dal campo di concentramento di Auschwitz.
Il mese scorso l’imprenditore, inoltre, si è anche schierato apertamente dalla parte dell’estrema destra inglese scagliandosi contro il premier britannico Keir Starmer, accusato di “facilitare gli stupri sui minori“, e chiedendo la sostituzione di Nigel Farage come leader del Reform Uk.
Un’altra causa di indignazione pubblica verso Musk è dato dal rigido sostegno che quest’ultimo dimostra verso il neo-presidente statunitense Donald Trump, figura altrettanto problematica. Musk, infatti, ha ottenuto un ruolo di primo piano nell’Amministrazione Trump e cerca di rafforzare ulteriormente i rapporti con il leader in seguito alla minaccia di quest’ultimo di imporre dazi sui veicoli elettrici europei.
L’amministratore delegato di Tesla, insieme a Trump, ha anche pesantemente litigato con il governatore della California Gavin Newsom, incolpato e screditato per i recenti incendi che hanno interessato lo stato. Inoltre, è ancora recentissima la bufera mediatica che ha coinvolto Elon Musk lo scorso gennaio, quando sono diventate virali delle immagini in cui, durante la festa alla Capital One Arena per l’insediamento di Trump, l’uomo ha concluso il suo intervento con un gesto della mano che a moltissimi ha ricordato il saluto nazista.
Come conseguenza, la Tesla perde terreno anche in territorio statunitense, registrando un calo dell’11,6% delle vendite di auto in California, dove già il crollo aveva interessato tutti e quattro i trimestri del 2024 (con il modello della Model 3, in particolare, in discesa del 36% nello scorso anno). Il declino interessa anche le azioni in Borsa dell’azienda: se dal giorno delle elezioni (5 novembre) fino a metà Dicembre la Tesla ha raddoppiato la capitalizzazione fino ai 1.500 miliardi di dollari, da fine mese è iniziato il declino.
La Tesla ha chiuso l’anno 2024 con un boom di vendite, ma il record conseguito ha generato un’improvvisa carenza di scorte produttive per l’inizio del 2025, che probabilmente l’azienda non si aspettava. Il risultato è il primissimo calo dei volumi per l’azienda dopo più di un decennio. In aggiunta a questo, è in corso un aggiornamento delle linee di assemblaggio per la produzione della nuova versione della Model Y, modello più venduto della Tesla, e per questo motivo la produzione è in arresto da diverse settimane, incluso nello stabilimento di Grünheide, vicino Berlino.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.
Ti piacerebbe entrare nella redazione di Voci di Città? Hai sempre coltivato il desiderio di scrivere articoli e cimentarti nel mondo dell’informazione? Allora stai leggendo il giornale giusto. Invia un articolo di prova, a tema libero, all’indirizzo e-mail entrainvdc@vocidicitta.it. L’elaborato verrà letto, corretto ed eventualmente pubblicato. In seguito, ti spiegheremo come iscriverti alla nostra associazione culturale per diventare un membro della redazione.
Serie C, esordio amaro per il Catania: l’Inter U23 si impone 1-2 al “Massimino”
Serie C, Catania-Inter U23: segui il live-match dallo stadio “Massimino”
Apparecchio trasparente a Torino: come pulire e mantenere una mascherina ingiallita
NBA: la carriera da record di Westbrook all’insegna del “Why Not?”
Igiene dentale a Lucca: pulizia dei denti e macchie da fumo, quanto dura il risultato
Pranzo al mare: gli errori più comuni che possono rovinare la giornata