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Chi è e cosa cerca “Just Eat”, nuova start-up per il food delivery
13 Ottobre 2016
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Chi è e cosa cerca “Just Eat”, nuova start-up per il food delivery

Home » Tech » App » Chi è e cosa cerca “Just Eat”, nuova start-up per il food delivery

Nuove start up per Just eatL’azienda Just Eat, impegnata nell’ordinazione e consegna del cibo a domicilio, ha appena lanciato nel Regno Unito un acceleratore (risorsa fondamentale per le start-up appena nate) dal nome Food Accelerator, il quale si rivolgerà alle nascenti imprese del settore alimentare. L’intento è quello di raccogliere, per mezzo di una call to action, le idee migliori mediante cui rinnovare la tecnologia legata al cibo e anticiparne il futuro. Entreranno a far parte dell’azienda solamente cinque fra start-up e business ancora all’inizio della loro carriera, che dovranno attestare di poter riuscire a sfruttare tutte le opportunità che Just Eat offrirà loro.

L’invito dell’azienda in questione è quello di guadagnare in idee ingegnose in grado, poi, di essere implementate dalle imprese che le hanno proposte. In cambio, Just Eat metterà a disposizione l’accesso a canali d’investimento, un supporto nello sviluppo dell’attività e l’esperienza di una realtà ormai affermata come la propria. Per poter partecipare, basta compilare un form online sul sito dell’azienda; si potrà accedere al programma anche nei giorni della Food Tech week (14-21 ottobre), nel corso della quale verrà scelta almeno una delle imprese vincitrici. I pitch di apertura saranno il tre e il quattro novembre. Di seguito, tutto ciò che c’è da sapere per potersi preparare al meglio e partecipare.

Idee innovative nel Food Delivery

La call to action implementata dall’azienda danese si riferisce a start-up che hanno in mente, o hanno già provato a sviluppare, delle idee innovative nel settore del cibo a domicilio. Just Eat capitalizzerà circa 20 mila sterline per ognuna delle imprese che vinceranno, percependone poi il 5%. Il programma di accelerazione durerà dieci settimane, alla fine delle quali le imprese nascenti incontreranno angel investors e VC attraverso cui ambire a investimenti supplementari. Alla fine di questo periodo di incontri, le start-up approderanno a un secondo step.

Cosa vuol dire essere una start-up

In fondo alla call, Just Eat raccontai propri primi passi di impresa nascente, spiegando nei dettagli quali sacrifici abbia comportato lo sviluppo di un marchio ormai affermato e cosa è cambiato negli anni: dall’apertura della sede centrale a Londra all’espansione, poi, in ben altri tredici Paesi tra cui l’Italia a febbraio 2016, in cui ha acquistato, per 51 milioni di euro, la start-up bolognese Pizzabo da Rocket Internet, che l’aveva rilevata solamente qualche mese prima. Insomma, l’altro obiettivo che si pone Just Eat è quello di mostrare le gioie e i dolori di un’impresa all’inizio del suo percorso.

Attitudini e imprese di successo

L’azienda danese crede anche nel fatto che si possano sviluppare progetti non solo innovativi, ma ugualmente sostenibili in campo alimentare. Inoltre, in fondo al bando è scritto che il personale di Just Eat è interessato ed entusiasmato dalle capacità e competenze apportate da chi si sta affacciando adesso nel settore del food delivery.

Nuove start up di Just EatBuone nuove all’orizzonte, quindi, per i futuri imprenditori di successo che vogliono scommettere il proprio talento nel settore alimentare. In una nazione come quella italiana, dove la disoccupazione giovanile è quasi ai limiti storic, queste opportunità sono assolutamente imperdibili: perché non provare a coglierle al volo?

Anastasia Gambera

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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