MILANO – Dal capoluogo di provincia lombardo è giunta la notizia che ormai da giorni si aspettava: Bankitalia ha finalmente confermato la stretta sul collocamento di obbligazioni subordinate – strumenti azzerati in tema di “salva – banche” – allo sportello. Secondo quanto riporta La Repubblica, tale ipotesi troverebbe manforte direttamente nel direttore generale di Palazzo Koch, Salvatore Rossi, che ai microfono di Rai 3 ha dichiarato: «E’ necessario vietare la vendita di prodotti come le obbligazioni subordinate allo sportello». Tale mossa procede sostenendo la mano a migliaia di risparmiatori, i quali hanno, innocentemente o inconsciamente, sottoscritto tali strumenti, spesso sotto la direttiva di bancari, senza comprendere a pieno in che modo essi fossero delle armi a doppio taglio.
Rossi conferma come a Palazzo Koch, per questa situazione, «siano angosciati»; ha poi aggiunto: «Sono personalmente convinto che abbiamo fatto tutto ciò che potevamo, al meglio della nostre possibilità, e sono altrettanto consapevole che la Consob abbia fatto altrettanto». Ha poi proseguito, affermando: «Ritengo che anche la Consob abbia agito bene, noi siamo comunque pronti a spiegare e a chiarire tutto quello che sarà necessario dire in ogni sede, a cominciare dal Parlamento». Ha, inoltre, fatto luce sulla vicenda, dichiarando: «Ci piace molto l’idea. Sarà occasione per chiarire e spiegare».
Nel recente caso di Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti, gli obbligazionisti coinvolti sono 10.500, avendo firmato un totale di titoli subordinati pari a 340 milioni su 788 di obbligazioni azzerate. Questi dati lasciano pensare che non siano emersi proprio tutti gli investitori “retail” coinvolti. Rispetto alle consuete obbligazioni, quelle subordinate lasciano i risparmiatori esposti a un rischio nettamente maggiore: infatti, in caso di liquidazione della banca, questi ultimi sono etichettati come crediti di seconda classe e il loro rimborso arriva soltanto dopo quelli di altri soggetti, quali dipendenti, correntisti o sostenitori dei bond ordinari. I crediti delle subordinate possono, persino, essere impiegati come ripiano delle perdite; in più, con la nuova normativa dell’Unione Europea, le passività subordinate sono le seconde (prima vengono le azioni), usate come sanatorio delle perdite. Secondo il parere degli analisti di Consultique, il valore ammonta a circa 60 miliardi di euro per le obbligazioni in circolo (quindi, l’equivalente di 370 emissioni).
Infine, Rossi ha ribadito come «in tutta Europa una serie di banche sono andate in crisi: inglesi, francesi, olandesi, tedesche. Fiumi di denaro pubblico sono stati versati negli altri Paesi, ma non in Italia e nelle banche italiane, è necessario sottolinearlo». Basti pensare che in Germania, alla fine del 2014, risultava un totale di 200 miliardi di aiuti alle banche, mentre nel Belpaese se ne registrava uno soltanto.
Francesco Raguni
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