Le manifestazioni nella giornata di giovedì 25 novembre in occasione della Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne hanno avuto un’eco mediatica non indifferente. A Catania il corteo ha fatto sentire la sua voce con canti, balli e racconti di testimonianze da parte di donne di ogni età, fisicamente maltrattate da uomini. Le polemiche però non sono affatto mancate, a cominciare proprio dal corteo organizzato nel capoluogo etneo, per il quale il coordinamento Spine nel Fianco, promotore della manifestazione, si è visto negare il passaggio da luoghi nevralgici della città e limitato solo a uno spazio compreso tra piazza Roma, viale Regina Margherita e il liceo classico Spedalieri. Uno spazio che dalle stesse organizzatrici è stato visto come un tentativo di ghettizzazione.
La motivazione di questa particolare restrizione è stata data dalla Questura di Catania, sotto delega del Provveditorato agli Studi, sia allo scopo di limitare gli assembramenti per l’emergenza Covid, che per non arrecare danni agli esercenti commerciali del centro storico del capoluogo etneo. Queste motivazioni non sono state viste di buon occhio dalle organizzatrici, perché in occasione di altre manifestazioni, come per esempio quelle per i No Green Pass, è stato invece consentito.
Ma i malcontenti più grossi sono stati soprattutto a livello nazionale. Lo scorso 22 novembre, infatti, durante la presentazione alla Camera dei Deputati della mozione contro la violenza sulle donne, la ministra alle Pari Opprtunità, Elena Bonetti, è venuta simbolicamente vestita di colore rosso per leggere i documenti. Dentro l’aula, però, su 630 deputati ne erano presenti soltanto 8 e l’aula quasi vuota ha rappresentato qualcosa di simbolico, ma ovviamente in negativo. Una cosa che è stata chiaramente denunciata da alcuni dei deputati presenti in aula, tra cui Filippo Sensi del Partito Democratico, che sul suo profilo social ha scritto: “Mozione contro la violenza sulle donne, in otto, alla presenza della ministra @elenabonetti (così si fa). Lunedì, quello che vi pare. No”. Un’immagine desolante, che per il 25 novembre rende sicuramente il nostro paese ancora lontano dal raggiungimento di una totale consapevolezza riguardo alla problematica.
Fonte immagine: La Stampa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli di proprietà di Voci di Città, rilasciati sotto licenza Creative Commons.
Sei libero di ridistribuirli e riprodurli, citando la fonte.
Ti piacerebbe entrare nella redazione di Voci di Città? Hai sempre coltivato il desiderio di scrivere articoli e cimentarti nel mondo dell’informazione? Allora stai leggendo il giornale giusto. Invia un articolo di prova, a tema libero, all’indirizzo e-mail entrainvdc@vocidicitta.it. L’elaborato verrà letto, corretto ed eventualmente pubblicato. In seguito, ti spiegheremo come iscriverti alla nostra associazione culturale per diventare un membro della redazione.
Aste immobiliari: l’alternativa smart per comprare casa spendendo meno
Coppa d’Africa: finale da cinema, il Senegal fa piangere il Marocco
Serie C, prova di forza Catania! Caturano stende il Monopoli in pieno recupero
Coppa d’Africa: Senegal e Marocco pronte a scrivere la storia
Geolier, la maturazione raggiunta con “Tutto è possibile”
Chi è Antonio Arena, il nuovo gioiello della Roma e della Nazionale