L’orsa Amarena è morta, uccisa, in quello che fino a ieri sembrava un modello perfetto di integrazione fra esseri umani e animali.
Nella giornata di ieri, 31 agosto, è stata uccisa a fucilate l’orsa Amarena, figlia di Juan Carrito ucciso da un’auto. L’orsa si aggirava nella periferia di San Benedetto dei Marsi, fuori dal Parco Nazionale d’Abruzzo, con i suoi 2 cuccioli, in piena armonia con i cittadini che la filmavano.
L’orsa Amarena, insieme al padre Juan Carrito, erano gli orsi più confidenti nella storia della loro specie. Juan e Amarena, infatti, si aggiravano tranquillamente in paese e avevano quindi perso l’innato timore nei confronti dell’essere umano.
Juan era diventato idolo dei social, nei quali giravano video che lo ritraevano mentre interagiva con altri animali e umani o mentre rubava cupcake a una pasticceria. Anche Amarena stava diventando mano a mano sempre più confidente, infatti proprio poco prima di essere uccisa veniva ripresa mentre si aggirava per il paese con i suoi 2 cuccioli.
Il responsabile è stato un 56enne della zona, identificato dai carabinieri della compagnia di Avezzano, che dichiara di aver agito per paura.
L’uomo ha sparato ad Amarena, che all’inizio sembrava morta, ma poi si è rialzata ed era molto nervosa ed è fuggita, nonostante fosse ferita in maniera non letale. Ma quando i guardiaparco e gli uomini del servizio veterinario sono giunti sul posto, l’hanno trovata morta.
L’abitazione del 56enne si trova in un luogo isolato e non in zona Parco. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Avezzano vanno avanti. Per l’uomo si prospetta la denuncia a piede libero per uccisione di animale e con l’aggravante della morte di un orso, specie contemplata di recente dall’ordinamento giuridico.
“Sono stato il primo a vedere l’orsa Amarena in città ieri notte, intorno alle 22:15, ho contattato subito i carabinieri della locale stazione. L’ho incrociata con i suoi due cuccioli all’ingresso della città, era spaventata ed impaurita, ho aspettato che attraversasse la strada e si mettesse al sicuro” .
È quanto dichiara l’autore di un video che ritrae per l’ultima volta l’orsa Amarena, prima dell’uccisione a sangue freddo con un colpo di fucile la stessa sera intorno alle 23.
“Poco dopo alcuni proprietari di una abitazione poco distante da me, hanno iniziato a suonare il clacson dell’auto parcheggiata nel giardino di casa e a puntargli i fari dell’auto in faccia, per non farla avvicinare ad un pollaio che avevano dietro casa – continua -. Da lì è fuggita per la campagna del Fucino e questa mattina ho appreso la tragica notizia. Aveva più paura lei di noi, non capisco questo gesto”.
Da parte sua, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha detto che “la notizia dell’uccisione a colpi di fucile dell’orsa Amarena rappresenta un atto gravissimo nei confronti dell’intera Regione che lascia dolore e rabbia per un gesto incomprensibile” .
“In tutti questi anni – sottolinea Marsilio – le comunità fuori e dentro ai parchi hanno sempre dimostrato di saper convivere con gli orsi senza mai interferire con le loro abitudini. Mai un orso ha rappresentato in Abruzzo un qualunque pericolo per l’uomo, neanche quando si è trovato a frequentare i centri abitati. L’atto violento compiuto nei confronti del plantigrado non ha alcuna giustificazione. Confidiamo nelle indagini che sono state avviate dalle forze dell’ordine e dai vertici del parco, che hanno già individuato il responsabile, affinché la giustizia faccia il suo corso”.
Il presidente della regione aggiunge che è “pronto a costituire la Regione come parte civile contro questo delinquente per tutelare l’immagine e l’onorabilità della nostra gente. Invito le comunità locali e tutti i turisti a continuare ad osservare tutte le norme prescritte affinché gli animali presenti sul territorio possano vivere indisturbati nel loro habitat”.
L’orsa Amarena, era la femmina più riproduttiva all’interno della popolazione. Ha segnato l’anno 2020, regalando alla natura, un parto straordinario di ben quattro orsacchiotti. Si teme adesso per la sorte dei piccoli, nati nel mese di gennaio. All’arrivo dei guardiaparco, erano nei dintroni dell’abitazione dove si è consumata l’uccisione, nascosti dietro un cespuglio. Poi sono fuggiti.
Più di 100 uomini tra carabinieri e forestali, con l’ ausilio di droni e altre strumentazioni, si stanno attivando nel comune di San Benedetto dei Marsi, per la ricerca dei due cuccioli dell’orsa. È quanto si apprende da fonti vicine alle forze dell’ordine. Si sta attivando una vera task force per mettere in salvo i due cuccioli ormai spaesati ed impauriti.
“Hanno nove mesi– spiega Antonio Liberatore veterinario e componente del Patom- sicuramente sapranno cercarsi da soli i migliori posti per alimentarsi, in quanto sono fortemente imprintati all’ambiente umano. Amarena ha insegnato loro i posti dove cercare cibo.Il problema è che purtroppo, non hanno passato l’inverno in ibernazione con la mamma. E quindi non sappiamo se sono in grado di cercarsi la tana da soli. L’auspicio è che mamma Amarena abbia già fatto visitare i siti di ibernazione ai cuccioli, in quanto madre estremamente riproduttiva e premurosa. Se questo non è successo, gli orsetti non sapranno dove andare. Siamo nella fase di interrogativi. Sappiamo che i genere una madre porta con se i figli, per un paio di anni. Sicuramente hanno ricevuto insegnamenti in termini di alimentazione. Bisogna capire, ora, se questi cuccioli saranno in grado di sopravvivere all’inverno. Sono vitali e grandi. Questo è un punto a loro favore”.
Foto: Ansa
Angela Pappalardo
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