A prescindere da Capo d’Orlando-Pistoia, gara posticipata a giovedì per l’impegno (brillantemente portato a termine) dei siciliani nello spareggio di Champions League contro Saratov, tra il fine settimana e lunedì è andata in scena la prima giornata del massimo campionato italiano di pallacanestro, un torneo che, sebbene fosse al suo esordio, ha già dato alcune indicazioni e interessanti spunti da annotare.
Andando in ordine cronologico e partendo dall’anticipo di sabato, il match tra Dolomiti Energia Trento e Virtus Bologna rappresentava il ritorno in Serie A non solo di tutte le “V nere” ma anche di uno dei loro volti principe in questa stagione, quell’Alessandro Gentile voglioso, dopo un anno vissuto da trottola tra Milano, Atene e Gerusalemme, di tornare agli antichi splendori e rilanciare la propria carriera partendo proprio da una piazza che come lui vuole riguadagnarsi i palcoscenici più nobili.
Virtus, Gentile squalificato. Solo una volta in lunetta, è nel mirino degli arbitri? https://t.co/zXOGeordDx via @corrierebologna pic.twitter.com/Z61TMqM5Kn
— Nutizieri (@Nutizieri) 3 ottobre 2017
Il primo ostacolo in questo doppio percorso di redenzione era rappresentato da Trento, una squadra solida reduce dalla miglior stagione della propria storia che proprio nel finale, sfruttando quell’alchimia che a Bologna ha ancora da farsi, ha avuto la meglio sugli emiliani (78-74 il finale) vanificando quanto di buono fatto da Gentile e compagni per tre quarti di gara.
L’ex Olimpia ha avuto il merito di trascinare i suoi quasi fin sotto allo striscione del traguardo (15 punti e 6 rimbalzi in 30 minuti) salvo poi, come tutta la truppa di Ramagli, farsi travolgere dall’ardore agonistico dell’Aquila e macchiare sulla sirena la propria buona prestazione con dei poco educativi insulti alla terna arbitrale che gli varranno 3000 euro di multa. Si potrebbe dire che il lupo non perde il vizio ma in questo caso l’infrazione commessa dal numero 0 della Virtus è una macchia di cui diversi, ex e non, in carriera si sono macchiati e che probabilmente, come nel loro caso, scivolerà via col tempo.
Tutto ancora una volta dipenderà da quello Gentile e la Virtus saranno capaci di fare quest’anno sui parquet di Serie A, dove da domenica e per tutta la stagione vedremo competere, in maglia Vanoli Cremona, anche un altro giovane capace di sorprendere con colpi di genio e imprevedibilità: ovviamente parliamo di Travis Diener, playmaker di 35 anni che in Lombardia oltre al basket giocato (era fermo da tre anni) ha riabbracciato il cugino Drake. I due domenica tuttavia non hanno potuto niente contro Milano, pretendente numero uno al titolo di campione d’Italia come lo scorso anno, più lunga, fisica e completa del team di Meo Sacchetti, bravo comunque a impensierire i biancorossi quasi fino alla fine (il 76-60 è maturato solo nell’ultimo periodo).
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— Vanoli Cremona (@VanoliCremona) 1 ottobre 2017
Quello dell’EA7, nonostante i pesanti carichi di lavoro imposti in settimana da coach Pianigiani (anche lui di ritorno in Italia dopo l’esperienza vincente all’Hapoel Gerusalemme), era un successo ampiamente preventivabile che, assieme a quelli di Torino a Brindisi (72-67), di Venezia a Varese (80-62), di Brescia a Pesaro (73-70) e di Sassari sulla sempre più disastrata Cantù (94-80), si unisce alle vittorie conquistate in questa giornata dalle squadre favorite dai pronostici.
Combattuta e un po’ più aperta doveva essere invece la sfida tra Avellino e Reggio Emilia ed effettivamente così è stato, con gli irpini abili a resistere alla rimonta negli ultimi dieci minuti della Grissin Bon conservando il margine sufficiente per portare a casa i primi due punti dell’anno: top scorer dell’incontro (18 punti) quel Jason Rich già visto sia a Cremona che a Cantù, team dove per quattro stagioni ha militato pure Manuchar Markoishvili, rientrante anche lui, come il compagno Mussini, in Serie A dopo diverse annate trascorse all’estero.
Buona la prima per la Sidigas Avellino. Il campionato parte con una sofferta vittoria con Reggio Emilia https://t.co/jvnMcJ1T8B pic.twitter.com/CLbTUrI74i
— il Ciriaco (@ilCiriaco) 3 ottobre 2017
E tutti dall’estero vengono anche i cinque centri che sono riusciti a chiudere con una doppia doppia di punti e rimbalzi questa prima giornata di campionato: Jones (Sassari), Gudaitis (Milano), Lalanne (Brindisi), Omogbo (Pesaro) e Reynolds (Reggio Emilia) rappresentano quei chili, quei centimetri, quella predisposizione a muoversi efficacemente sotto canestro che in Italia facciamo fatica a trovare e che sono stati individuati come alcuni dei motivi più evidenti della recente eliminazione della nostra Nazionale agli ultimi campionati europei.
Questa mattina, all’Aeroporto di Milano-Malpensa, è sbarcato Christian Burns! #TeogtherCantù
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— Pallacanestro Cantù (@PallCantu) 26 settembre 2017
L’energia tuttavia non ci manca e ne è dimostrazione la performance messa a referto da Christian Burns (naturalizzato, ma italiano a tutti gli effetti) contro la Dinamo domenica pomeriggio: 15 punti, 12 rimbalzi, 1 assist, 2 recuperi e 20 di valutazione in 33 minuti. Il numero 23 della Red October è un’ala e supera di poco i 2 metri ma ha tiro da fuori, dinamismo e voglia di fare: dalla sua grinta e da quella di elementi come a lui, anche senza peso specifico in vernice, l’Italia dovrà ripartire. Messina quest’estate l’ha capito e ha seminato: toccherà a Sacchetti e ai suoi assistenti raccogliere e far maturare i frutti.
Fonte foto in apertura: wikipedia.it
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Categoria: Sport
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