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L’esercito iracheno strappa Falluja all’ISIS
19 Giugno 2016
EsteraBest politikAttualità

L’esercito iracheno strappa Falluja all’ISIS

Home » Best politik » Estera » L’esercito iracheno strappa Falluja all’ISIS
FallujaFALLUJA (IRAQ) − Una bandiera verde in città riporta in bianco su sfondo verde la scritta “Allah è grande” che si erge a manifesto della riconquista, da parte dell’esercito governativo, di un territorio la cui proprietà era stata presa con la forza dall’ISIS nel non troppo lontano 2014. I militari iracheni, tra l’altro, erano coperti a Baghdad dai caccia della coalizione statunitense. Bombardati dall’alto, secondo quanto riporta la Repubblica, i miliziani del Califfato si sono rifugiati in alcuni ex edifici pubblici cittadini. La città, comunque, è stata riconquistata quasi del tutto: dopo giorni e giorni di dura marcia, trappole esplosive e guerriglia di periferia, l’esercito governativo si è riappropriato di tutti i centri nevralgici cittadini. Anche il quartiere centrale di Nazzal è stato preso. 
 
La prossima tappa sarà Mosul, altra roccaforte dell’ISIS, situata a Nord del Paese: insomma, l’offensiva finale sta dando i suoi risultati. Tuttavia diverse fonti parlano di una blanda resistenza da parte dell’esercito di Al-Baghdadi. Certamente il supporto aereo americano ha fatto il suo dovere, scuotendo dalle fondamenta quell’ardua resistenza che ci si prospettava, ma che è rimasta una mera ipotesi. Dopo due anni, inoltre, gli addestramenti degli eserciti iracheni – volti a debellare ed evitare eventuali attentati kamikaze o attacchi esplosivi tramite bombe nascoste, per lo più piazzate nel terreno – stanno dando i loro frutti.

Al Abadi

Resta da confermare se l’ISIS (o ciò che ne rimane) abbia lasciato la città tramite un tunnel sotterraneo segreto, ai fini di ripiegare su Mosul e prepararsi al meglio per le battaglie che verranno al Nord. La presa della suddetta si rivelerà decisiva per il futuro dell’Iraq: l’esercito governativo non può sbagliare. Altre fonti narrano di probabili “scudi umani”, scelti tra i civili, al fine di creare una difesa impenetrabile. Tornando sul fronte Falluja, le stime parlano di circa 90.000 persone rimaste: si sta già lavorando per la distribuzione di cibo e acqua, nonché per la costruzione di un campo profughi. Un’offensiva durata 4 settimane giunge così al termine.

«Fallujah has returned to the nation and Mosul is the next battle, Daesh will be defeated» («Falluja è tornata alla Nazione e Mosul è la prossima battaglia, Daesh sarà sconfitto»), questo l’orgoglioso e vittorioso tweet del primo ministro iracheno Haider Al-Abadi. In un discorso televisivo, invece, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, ha affermato che «non c’è posto per Daesh in Iraq. Lasciate il nostro paese. L’Iraq è solo per gli iracheni».
 
Francesco Raguni

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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