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La storia di Ilham, la ragazza marocchina respinta dal Parlamento
23 Marzo 2017
Best politikInternaAttualità

La storia di Ilham, la ragazza marocchina respinta dal Parlamento

Home » Best politik » La storia di Ilham, la ragazza marocchina respinta dal Parlamento

Lo scorso 16 Marzo ad Ilham Mounsiff, una studentessa sarda di origini marocchine residente in Italia dall’età di due anni, non è stato concesso di visitare la Camera dei Deputati, in quanto il regolamento consente l’accesso soltanto ai cittadini dell’Unione Europea. Infatti, nonostante sia cresciuta nel nostro paese e abbia superato da tempo la maggior età, Ilham non ha ancora ottenuto la cittadinanza italiana. In pochi giorni il caso ha sollevato non poche polemiche, spingendo la presidente della Camera Laura Boldrini a rimediare al gravoso episodio accompagnando personalmente la ragazza nella visita agli spazi di Montecitorio il 19 Marzo.

ilhamIlham era appena bambina quando i suoi genitori decisero di trasferirsi da Marrakesh a Bari Sardo, piccolo comune dell’Ogliastra in provincia di Nuoro, dove la ragazza ha trascorso tutta la sua infanzia, diplomandosi con il massimo dei voti al liceo scentifico-linguistico di Lanusei. Lo scorso luglio a 21 anni ha conseguito la laurea triennale in scienze della politica e dell’amministrazione con indirizzo in relazioni internazionali presso l’Università di Sassari con una votazione 110 e lode, facendo ritorno in Marocco solo a distanza di vent’anni per far la conoscenza dei suoi parenti e avvicinarsi alla cultura del suo paese. Una visita, quella a Marrakesh, decisiva per questa giovane che l’ha spinta ad incentrarsi in particolar modo sulla questione femminile nel suo paese, divenuta poi il tema principale della sua tesi di laurea. E sempre in Marocco Ilham ha fatto ritorno a tre mesi dalla laurea, questa volta come volontaria di un progetto di cooperazione internazionale promosso dal governo italiano assieme all’Ong veronese Progetto Mondo Mlal e finanziato dall’Unione Europea. Un’esperienza che per lei non ha rappresentato solo un motivo per mettere in pratica le competenze acquisite nei suoi studi, ma anche per riscoprire le sue origini, non più filtrate dai racconti dei suoi genitori.

Nonostante ciò, Ilham dichiara da sempre di sentirsi italiana, avendo assorbito fin da bambina ogni aspetto della nostra cultura. Difficile immaginare per lei come i temi affrontati nella sua tesi, quali l’immigrazione e l’integrazione, potessero riguardarla così direttamente. Infatti l’11 Marzo, grazie ai suoi successi accademici  Ilham era partita alla volta di Roma per partecipare all’Iniziativa “Mun Rome 2017” promossa dalle Nazioni Unite, per completare la formazione accademica e prendere parte a una cerimonia di consegna di una serie di riconoscimenti più meritevoli programmata per il 16 Marzo a Campo Marzio. L’iniziativa dell’Onu prevedeva che ciascun partecipante agisse nelle vesti di un delegato chiamato a rappresentare un paese diverso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite ,simulata per l’occasione. Ilham era  stata scelta per rappresentare l’Italia: «È stato un onore per me rappresentarla, ma l’ho dovuto fare proprio perché non ne posseggo la cittadinanza – ha dichiarato a The Post Internazionale – La simulazione prevede che non si possano rappresentare i propri paesi d’origine. Al contrario, a me è spettato rappresentare il paese in cui vivo da 20 anni a questa parte, pur non avendone la cittadinanza». Dopo la simulazione, Ilham aveva deciso di far visita alla Camera dei Deputati recandosi all’ingresso di Montecitorio compilando il modulo per l’accesso, ma alla consegna esibendo il suo documento di identità, un passaporto marocchino, le è stato negato l’accesso non essendo in possesso della cittadinanza italiana e non essendo un membro Ue.

bandiera-770x480Eppure mesi prima a Bruxelles mostrando lo stesso documento era riuscita ad entrare al parlamento europeo, perché la burocrazia non lo consente? Ad Oggi nemmeno il fratello minore di Ilham ha diritto alla cittadinanza italiana pur essendo nato nel nostro paese. Una delle modalità per vedersi riconosciuta la cittadinanza è possedere un reddito, ma se non si ha un lavoro e si investono le proprie energie nello studio la questione diventa assai più complessa. Il reddito minimo richiesto per presentare la domanda di cittadinanza per residenza è di 8.500 euro provenienti da fonti lecite per ogni anno del triennio precedente alla data in cui si presenta la domanda. In base alla circolare del 5 gennaio 2007, il ministero dell’Interno ha chiesto alle varie amministrazioni di valutare il reddito posseduto da chi inoltra la richiesta, non solo in base alla posizione individuale, ma in relazione al reddito dell’intero nucleo familiare. Per cui se il cittadino straniero non raggiunge il minimo previsto può integrare il proprio reddito con quello del nucleo familiare, ma in questi casi il minimo richiesto diventa di 11.500 euro in caso di coniuge a carico e di 550 euro in più per ogni figlio a carico. Questa condizione fu introdotta, infatti,  per consentire anche agli altri componenti del nucleo familiare di presentare allo stesso modo l’istanza.

Il primo a raccogliere l’appello della ragazza è stato Andrea Maestri, deputato ed esponente del Gruppo Misto, che il 18 marzo ha lanciato un appello alla presidente della Camera Laura Boldrini denunciando la gravità dell’accaduto. Il 19 marzo, la presidente della Camera dei Deputati ha fatto rintracciare Ilham e l’ha invitata a presentarsi a Montecitorio in occasione dell’iniziativa Porte Aperte che vi si tiene ogni domenica. Una visita “riparatrice”, che rimane comunque un’eccezione in quanto la presidente Boldrini ha giustificato l’accaduto spiegando come il motivo per cui la procedura per visitare Montecitorio prevede che possano entrare solo cittadini dell’Unione europea è perché questi sono identificabili più facilmente, per ragioni di sicurezza. Tuttavia, la vicenda di Ilham è riuscita a sollevare l’opinione pubblica  sul tema della cittadinanza, sottolineando l’urgenza di riformare la normativa esistente. E anche se non tutti hanno manifestato pieno appoggio all’appello di Ilham, la ragazza dichiara che a oggi la sua battaglia é solo all’inizio.

Diana Avendaño Grassini

© RIPRODUZIONE RISERVATA
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