Tra Israele e Libano le tensioni continuano. Netanyahu ha sollecitato lo spostamento immediato dei caschi blu dal territorio libanese. Ma Antonio Guterres, il segretario generale delle Nazioni Unite, ha affermato che i peacekeeper rimarranno e la missione dell’Onu continuerà.
Netanyahu ha ribadito di voler fare “tutto il necessario per vincere la guerra”. La sua attenzione è adesso rivolta ai caschi blu dell’Unifil. Secondo quanto affermato dal primo ministro israeliano, si sono trasformati in “scudi umani” per i membri di Hezbollah e il loro spostamento deve essere ordinato “adesso, immediatamente”. Ma, lo stesso Guterres, ha fatto sapere che la missione Onu non si arresterà e il suo portavoce ha ricordato che “gli attacchi contro i peacekeeper violano il diritto internazionale, compreso il diritto umanitario internazionale e possono costituire un crimine di guerra”.
Ieri le Nazioni Unite hanno denunciato un attacco israeliano contro una delle basi Unifil. Secondo quanto riportato dall’Unifil stessa, l’irruzione di due tank israeliani sarebbe avvenuta alle prime luci del mattino, mentre i caschi blu si trovavano nei rifugi. Poco dopo, “sono stati sparati colpi di arma da fuoco che hanno provocato fumo”. Circa quindici peackeeper hanno riportato “irritazioni cutanee e reazioni gastrointestinali” e stanno momentaneamente ricevendo cure.
Si sarebbe trattato di un danno collaterale dovuto a un attacco sferrato da Hezbollah, secondo quanto affermato dalle forze di difesa israeliane. Un tank sarebbe finito contro una base Unifil mentre era sotto attacco da parte dei membri del gruppo sciita.
Le tensioni nate tra Israele e l’Onu non riguardano direttamente l’Italia. Il portavoce delle Idf Daniel Hagari ha affermato che “l’Italia è un amico molto importante di Israele”. Inoltre, gli israeliani hanno dichiarato di non voler fare la guerra all’Unifil, ma di voler creare una “fascia di sicurezza” per evitare che Hezbollah continui a nascondersi dietro gli avamposti dei caschi blu.
In una telefonata al premier israeliano, la presidente Giorgia Meloni ha ribadito con forza tre messaggi: gli attacchi all’Unifil sono “inaccettabili”, la missione dell’Onu “non si ritira”, la sicurezza di tutto il personale deve essere garantita. Netanyahu ha espresso “rammarico” per i danni degli ultimi giorni, ma ha assicurato che continuerà a fare il possibile affinché Israele vinca il conflitto.
Inoltre, Netanyahu ha reso noto alla premier italiana l’appello rivolto a Guterres. Nella telefonata, ha ribadito che deve essere disposto uno spostamento immediato delle forze Onu, in modo che i terroristi di Hezbollah smettano di “usare l’Unifil come copertura e scudo umano”. La Meloni, però, ha rinnovato l’impegno verso la missione Onu. La premier si è detta convinta che la piena applicazione della risoluzione 1701 possa stabilire un confine tra Israele e Libano.
Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto nella questione. Ha parlato dell’attacco all’Onu definendolo una “grave violazione” e ha sollecitato un dialogo tra il capo di Stato maggiore italiano, Luciano Portolano, e quello israeliano, Herzi Halevi. Lo scopo è quello di “evitare ulteriori azioni ostili”.
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