Il consiglio regionale toscano approva la legge per spinta di un’iniziativa popolare sul suicidio assistito, ma il gruppo di centrodestra si oppone.
La Toscana è la prima regione ad approvare una legge sull’eutanasia nel nostro Paese. Sono stati definiti i tempi, la modalità e la procedura con cui la proposta di legge verrà valutata dalla commissione per selezionare i giusti requisiti. Il disegno di legge è il risultato di una petizione che è stata promossa dall’associazione Luca Coscioni, la quale ha raccolto oltre 10mila firme.
All’iniziativa si sono espressi a favore ventiquattro consiglieri regionali, rappresentati del Partito Democratico, Italia Viva, Movimento 5 stelle e del Gruppo misto. Tuttavia, i tredici esponenti del blocco del centrodestra hanno mostrato disappunto chiedendo anche al governo di intervenire.
La legge, innanzitutto, prevede che tutti i pazienti che si sottoporranno alla procedura riceveranno un identico trattamento medico. Inoltre, sarebbe possibile fare domanda per partecipare contattando l’Asl secondo specifici tempi e modalità. Ci sarà poi una commissione medica che avrà un mese di tempo per controllare le richieste e decidere quali saranno idonee secondo i termini della legge.
Entro 10 giorni la stessa commissione individuerà il medico (volontario) e acquisterà il farmaco con fondi extra Lea e, entro una settimana da questo step, la procedura effettiva finirà di essere programmata. L’intera procedura per accedere durerà 37 giorni ed è totalmente gratuita.
La proposta portata avanti dalla petizione popolare è riuscita a farsi strada nel Consiglio regionale grazie alla mediazione della Commissione Sanità. Non a caso, le pregiudiziali di costituzionalità portate avanti dal consigliere Marco Stella, contrario, sono state respinte. Mentre Stella lamenta il rischio di “un turismo della morte” che potrebbe svilupparsi in centro Italia, tra i voti a favore che spiccano c’è anche quello del presidente della regione Toscana Eugenio Giani: “Sento che il messaggio che diamo è nazionale“.
Come succede in diversi casi in cui una regione propone qualcosa che dovrebbe essere di competenza nazionale, il governo potrebbe decidere di inoltrare la legge alla Corte Costituzionale per deciderne la legittimità o meno, e avrebbe 60 giorni di tempo per farlo.
La Corte, in realtà, si è già espressa riguardo al tema: il 18 luglio 2024, con la sentenza n.135, sono stati confermati i requisiti per accedere al suicidio assistito che erano stati precedentemente stabiliti nel 2019 con la sentenza n.242. La procedura è stata quindi presa in considerazione, nonostante il diritto non sia stato esteso a tutti i casi di estrema sofferenza. Mentre anche il Veneto e il Piemonte stanno iniziando a considerare la legge, la proposta al governo rimane ancora in stallo.
Fonte immagine in evidenza: www.open.online
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