L’economia giapponese, al pari di quella di molte nazioni avanzate, si trova alle prese con una complessa fase di ripresa, seguita ad una lunga fase di stagnazione. Nonostante la proverbiale industriosità del popolo nipponico, il paese sconta le conseguenze di un mercato interno che fatica a ritrovare il suo dinamismo e di un rapido invecchiamento demografico, che sta cambiando il volto della società.
Mentre molti dei settori tradizionali dell’economia stentano a riacquistare il giusto slancio, c’è uno che negli ultimi anni ha vissuto una crescita straordinaria: quello turistico.
All’indomani del terribile terremoto, dello tsunami e del conseguente allarme nucleare che nel marzo del 2011 sconvolgevano il paese, il Giappone visse mesi durissimi e, inevitabilmente, il numero dei visitatori giunti sul suolo nipponico, passarono dagli oltre 8 milioni del 2010 a meno di 6 milioni.
Nel giro di pochissimi anni, grazie all’incessante lavoro delle autorità locali e degli enti attivi nella valorizzazione dell’offerta turistica, il Paese del Sol Levante è tornato ad essere una delle mete di viaggio più ambite al mondo: nel 2016, stando ai report ufficiali diffusi dalla Japan National Tourism Organization, il numero delle presenze turistiche ha infranto ogni record, superando quota 24 milioni di visitatori, con un incremento, rispetto all’annata precedente, pari ad un +21,8%.

L’impatto sull’economia nazionale, come è facile immaginare, è stato enorme: il giro di affari stimato, sempre per il 2016, sarebbe stato pari ad oltre 32 miliardi di dollari.
I mercati più importanti per il turismo nipponico, oggi, sono rappresentati dalle economie emergenti dell’estremo est asiatico: Cina in primis, ma anche Corea del Sud, Taiwan e Hong Kong.
Tuttavia, anche i flussi turistici dall’Europa crescono ad un ritmo sempre maggiore, nonostante le ragguardevoli distanze che separano il Vecchio Continente dalle terre nipponiche.
Attualmente l’Italia rappresenta il quarto mercato europeo per il numero di viaggiatori che ogni anno scelgono di regalarsi un viaggio alla scoperta della dinamica ed ipermoderna Tokyo e dei suggestivi scorci offerti dagli antichi templi che s’innalzano all’interno di parchi e giardini tradizionali.
Nel 2016, i turisti italiani giunti in Giappone ammontavano a 119.300 unità, un numero in crescita del 15,2% rispetto all’annata precedente.
Per comprendere l’impressionante ritmo di crescita del settore del turismo nipponico, basta considerare che, nel solo mese di maggio del 2017, gli ingressi nel paese hanno sfiorato quota 3 milioni, ovvero la metà del numero totale di visitatori registrati nel 2011.
Ad aumentare non sono solo i viaggiatori, ma anche la durata media dei soggiorni nel paese.

In occasione dell’inaugurazione della nuova sede romana della Japan National Tourism Organization, tenutasi a marzo dello scorso anno, il presidente Ryoichi Matsuyama dichiarava il crescente interesse del Giappone nel promuovere la sua offerta turistica nel Bel Paese, nato soprattutto in considerazione delle lunghe vacanze che gli italiani amano trascorrere nelle terre nipponiche: in media, ben 12 giorni a visitatore.
Effettivamente, i tour in Giappone sono la formula di viaggio più apprezzata dagli italiani, che complice la durata e il cospicuo costo del volo mirano nella maggior parte dei casi ad una vacanza itinerante, che permetta di toccare e scoprire tutte le più importanti località turistiche del paese.
Se i tour classici abbracciano la regione compresa tra Tokyo, la sfavillante capitale, centro della vita economica e culturale del Giappone nonché una delle metropoli più vitali e ricche di sorprese del mondo, e Kyoto, la grande città celebre per l’ottima qualità della vita e per i suoi incantevoli templi e giardini, va detto che nell’ultimo decennio i tour operator italiani hanno ampliato molto la loro offerta, includendo destinazioni come Nikko, Takayama, Shirakawa-Go e Kanazawa, ma anche località ricche di fascino, come la zona dei laghi che circonda il Monte Fuji od Osaka o, ancora, luoghi che hanno segnato la storia moderna, come la rinata Hiroshima.
Il fascino magnetico del Giappone attrae visitatori di ogni sorta: dai gruppi alle famiglie, passando per le coppie in viaggio di nozze.
Il successo di questa destinazione è sì legato alle meraviglie architettoniche e naturali di un territorio in cui progresso e tradizione sembrano convivere in perfetto equilibrio, ma anche alle innumerevoli manifestazioni della cultura e dell’arte locali, che vanno da usanze millenarie, come la famosa cerimonia del tè, a fenomeni più recenti, come quello dei manga, del videogame e del cosplaying che tingono di mille colori le vie dei quartieri più giovani e alla moda di Tokyo.
Il Governo e l’ente del turismo nipponico hanno fissato obiettivi molto ambiziosi per i prossimi anni, che vedranno Tokyo trasformarsi nella capitale mondiale dello sport: se il prossimo anno gli stadi della città ospiteranno la Coppa del Mondo di rugby, nel 2020 sarà la volta dei Giochi Olimpici, che tornano a tenersi nel Paese del Sol Levante dopo la prima edizione del 1964. Entro il prossimo biennio, le autorità giapponesi mirano a raddoppiare il numero degli ingressi turistici, portandoli a ben 40 milioni l’anno.
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