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Scholz sfiduciato, la Germania in piena crisi politica: elezioni anticipate
17 Dicembre 2024
Estera

Scholz sfiduciato, la Germania in piena crisi politica: elezioni anticipate

Home » Best politik » Estera » Scholz sfiduciato, la Germania in piena crisi politica: elezioni anticipate

La Germania andrà a elezioni anticipate il prossimo 23 febbraio, il Cancelliere Olaf Scholz è stato sfiduciato dal Bundestag. Il voto non lascia margini di interpretazione: 207 deputati hanno espresso la loro fiducia, 394 hanno votato no, 116 gli astenuti.

Scholz sfiduciato, la Germania è in crisi politica

Il cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz ha perso la fiducia del Bundestag: epilogo formale di una crisi interna alla coalizione di governo esplosa lo scorso mese, e di un patto per portare il Paese al voto anticipato siglato a seguire dai due maggiori partiti tradizionali, l’Spd e la Cdu. Lo stesso Cancelliere, ora, si recherà dal presidente della Repubblica tedesca, Frank-Walter Steinmeier, per presentare le dimissioni e chiedergli di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni.
Il voto di sfiducia del Parlamento è arrivato dopo un intenso dibattito in Aula. Olaf Scholz, 66 anni, nonostante l’accaduto, si dovrebbe candidare per un altro mandato, ma nei sondaggi è molto indietro al leader dell’opposizione conservatrice Friedrich Merz dell’Unione Cristiano-Democratica, il partito dell’ex cancelliere Angela Merkel.
Dopo più di tre anni al potere, la coalizione guidata dal Partito socialdemocratico (SPD) di Scholz, con i Verdi e il Partito liberaldemocratico (FDP) si è rotta il 6 novembre. La Germania è in crisi politica da mesi mentre cerca di rilanciare la propria economia, colpita dai prezzi dell’energia e dalla dura concorrenza della Cina.

Merz: “Lei, signor Scholz, non merita fiducia”

Il governo di Berlino deve affrontare anche le sfide poste dalla guerra della Russia in Ucraina e dall’imminente ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, che mette in discussione le future relazioni commerciali con gli Stati Uniti. Questi temi sono stati al centro dell’acceso dibattito al Bundestag tra Scholz, Merz e altri leader politici.
Nel corso del dibattito, Scholz ha sostenuto che il suo governo è riuscito a rafforzare le forze armate che i governi precedenti, guidati dalla CDU, avevano lasciato “in uno stato deplorevole”. Lo stesso Cancelliere tedesco ha detto: “È tempo di investire con forza e decisione in Germania. Una potenza nucleare altamente armata [la Russia] sta dichiarando guerra in Europa a sole due ore di volo da noi”. Non è tardata ad arrivare la risposta di Merz: “Ho lasciato il Paese in una delle più grandi crisi economiche del dopoguerra. Ha avuto la sua occasione, ma non ne ha approfittato. Lei, signor Scholz, non merita fiducia“.

La “coalizione semaforo” in crisi

A innescare la crisi è stata la fuoriuscita dei Liberali dalla cosiddetta “coalizione semaforo”, che dal 2021 teneva insieme al governo l’Spd del cancelliere Olaf Scholz, i Verdi del ministro dell’Economia Robert Habeck e i Liberali dell’ormai ex ministro delle Finanze Christian Lindner.

Quest’ultimo, è stato scaricato da Scholz dopo settimane di attrito che, di fatto, hanno finito per innescare la crisi di governo. Lo scontro tra le diverse anime della maggioranza si è consumato su più fronti. Innanzitutto, le rigide regole di Berlino sull’austerità di bilancio, sostenute con forza dei Liberali e criticate dai Verdi, che vorrebbero inaugurare una nuova stagione di investimenti pubblici.

Nelle scorse settimane, il partito di Lindner (liberali) – in caduta libera nei sondaggi – ha avanzato alcune richieste ritenute irricevibili dagli alleati. Tra queste, l’eliminazione del Bürgergeld (simile al reddito di cittadinanza) e la legge sulle pompe di calore per sostenere gli impianti di riscaldamento a gas.

Il discorso di Scholz al Bundestag

Parlando al Bundestag, Olaf Scholz ha dichiarato: “Tutti consigliano di fare investimenti pubblici. Sbagliano tutti? Se c’è un Paese al mondo che si può permettere di investire nel futuro, quello siamo noi”. Durante il suo discorso al Parlamento ha ribadito: “Mi batterò per alzare il salario minimo a 15 euro l’ora. Rispetto significa anche poter vivere del proprio lavoro. Nella scorsa legislatura avevo promesso di portare il salati minimo a 12 euro. Ho mantenuto questo impegno”, assicurando che la Germania continuerà a essere “il maggior sostenitore di Kiev in Europa”, ma anche ribadito che “con me cancelliere non saranno mandati soldati tedeschi in Ucraina”.

Data elezioni anticipate: potrebbero essere il 23 febbraio

Il presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, deciderà la data delle elezioni anticipate. I Socialdemocratici e Cdu/Csu, le due principali forze politiche, hanno già indentificato una data: domenica 23 febbraio.

Secondo gli ultimi sondaggi, almeno per adesso, in testa vi sarebbe il  centrodestra della Cdu, il partito guidato per lunghi anni da Angela Merkel, con un consenso intorno al 32%. A seguire: l’estrema destra di Alternative für Deutschland con il 19%, l’Spd con il 17% e i Verdi con il  12%. Più staccati, infine, i rossobruni di Sahra Wagenknecht (7%), i liberali di Lindner (5%) e la Sinistra (3%).

Se le elezioni dovessero prendere questa piega e confermare le percentuali dei sondaggi, il prossimo Cancelliere tedesco potrebbe essere il leader del centrodestra, Cdu, Friedrich Merz. Ma che tipo di coalizione di governo guiderebbe il Paese?

Fonte Foto In Evidenza: open.online

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