La Germania andrà a elezioni anticipate il prossimo 23 febbraio, il Cancelliere Olaf Scholz è stato sfiduciato dal Bundestag. Il voto non lascia margini di interpretazione: 207 deputati hanno espresso la loro fiducia, 394 hanno votato no, 116 gli astenuti.
A innescare la crisi è stata la fuoriuscita dei Liberali dalla cosiddetta “coalizione semaforo”, che dal 2021 teneva insieme al governo l’Spd del cancelliere Olaf Scholz, i Verdi del ministro dell’Economia Robert Habeck e i Liberali dell’ormai ex ministro delle Finanze Christian Lindner.
Quest’ultimo, è stato scaricato da Scholz dopo settimane di attrito che, di fatto, hanno finito per innescare la crisi di governo. Lo scontro tra le diverse anime della maggioranza si è consumato su più fronti. Innanzitutto, le rigide regole di Berlino sull’austerità di bilancio, sostenute con forza dei Liberali e criticate dai Verdi, che vorrebbero inaugurare una nuova stagione di investimenti pubblici.
Nelle scorse settimane, il partito di Lindner (liberali) – in caduta libera nei sondaggi – ha avanzato alcune richieste ritenute irricevibili dagli alleati. Tra queste, l’eliminazione del Bürgergeld (simile al reddito di cittadinanza) e la legge sulle pompe di calore per sostenere gli impianti di riscaldamento a gas.
Parlando al Bundestag, Olaf Scholz ha dichiarato: “Tutti consigliano di fare investimenti pubblici. Sbagliano tutti? Se c’è un Paese al mondo che si può permettere di investire nel futuro, quello siamo noi”. Durante il suo discorso al Parlamento ha ribadito: “Mi batterò per alzare il salario minimo a 15 euro l’ora. Rispetto significa anche poter vivere del proprio lavoro. Nella scorsa legislatura avevo promesso di portare il salati minimo a 12 euro. Ho mantenuto questo impegno”, assicurando che la Germania continuerà a essere “il maggior sostenitore di Kiev in Europa”, ma anche ribadito che “con me cancelliere non saranno mandati soldati tedeschi in Ucraina”.
Il presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, deciderà la data delle elezioni anticipate. I Socialdemocratici e Cdu/Csu, le due principali forze politiche, hanno già indentificato una data: domenica 23 febbraio.
Secondo gli ultimi sondaggi, almeno per adesso, in testa vi sarebbe il centrodestra della Cdu, il partito guidato per lunghi anni da Angela Merkel, con un consenso intorno al 32%. A seguire: l’estrema destra di Alternative für Deutschland con il 19%, l’Spd con il 17% e i Verdi con il 12%. Più staccati, infine, i rossobruni di Sahra Wagenknecht (7%), i liberali di Lindner (5%) e la Sinistra (3%).
Se le elezioni dovessero prendere questa piega e confermare le percentuali dei sondaggi, il prossimo Cancelliere tedesco potrebbe essere il leader del centrodestra, Cdu, Friedrich Merz. Ma che tipo di coalizione di governo guiderebbe il Paese?
Fonte Foto In Evidenza: open.online
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