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Corea del Sud, il presidente rischia l’impeachment: colpa della legge marziale
04 Dicembre 2024
Estera

Corea del Sud, il presidente rischia l’impeachment: colpa della legge marziale

Home » Best politik » Estera » Corea del Sud, il presidente rischia l’impeachment: colpa della legge marziale

Le tensioni politiche in Corea del Sud raggiungono un nuovo picco: i partiti di opposizione hanno presentato una mozione di impeachment per destituire il presidente Yoon Suk-yeol. La crisi è esplosa dopo che, nella giornata di ieri, Yoon ha imposto e poi ritirato nel giro di poche ore la legge marziale, scatenando una vasta ondata di proteste popolari.

L’annuncio della misura, giustificata dal presidente come necessaria per contrastare presunte forze comuniste vicine alla Corea del Nord, ha provocato l’indignazione dell’opinione pubblica e del mondo politico. Sia l’opposizione che la maggioranza hanno chiesto le sue dimissioni. In risposta, centinaia di cittadini si sono radunati davanti al Parlamento di Seul per manifestare contro il provvedimento.

Affinché la mozione per mettere in stato d’accusa il presidente passi, c’è bisogno che almeno 201 voti su 300 siano a favore. Durante questa settimana si procederà con le votazioni. Secondo le opposizioni, la dichiarazione di legge marziale da parte del presidente Yoon Suk-yeol rappresenta una grave violazione della Costituzione, in quanto sarebbe stata adottata senza rispettare i passaggi necessari. Hanno definito l’atto una grave forma di ribellione, ritenendo che offra una base solida per procedere con l’impeachment.

Nessuna riunione del Consiglio di Stato

A quanto pare non vi è stata alcuna riunione del Consiglio di Stato, prima di procedere con la dichiarazione della legge marziale. Essendo anticostituzionale, l’irregolarità ha fatto sì che le accuse mosse contro il presidente Yoon, aumentassero. Così facendo si punta a fare pressione sul Presidente affinché si dimetta. La Costituzione sudcoreana prevede che il presidente possa dichiarare la legge marziale solo in caso di guerra, emergenze nazionali di gravità simile o gravi minacce all’ordine pubblico. Tuttavia, molti analisti ritengono che le condizioni attuali non soddisfino questi criteri, alimentando dubbi sulla legittimità della decisione e rendendo sempre più fragile la posizione di Yoon.

Al momento le condizioni per un impeachment sono evidenti, ed è possibile che alcuni interni del partito del Presidente, gli votino contro, visto che quest’ultimo ha agito senza fornire alcun tipo di informazione. Il processo di impeachment prevede un primo voto di approvazione in parlamento, seguito dalla fissazione di una data per la decisione finale, che potrebbe cadere il 6 o 7 dicembre. In caso di approvazione dello stato d’accusa, il presidente Yoon dovrebbe poi presentarsi davanti alla Corte Costituzionale, la quale potrebbe destituirlo qualora sei giudici su nove votassero a favore.

Una “decisione tragica” per la Corea

Dopo la notizia, molti dei membri del gabinetto presidenziale hanno presentato le dimissioni. Anche Yoon, visto lo stato di accusa, potrebbe dimettersi autonomamente. Han Dong-hun, leader del People Power Party, ha chiesto a Yoon di chiarire la decisione presa senza consultare il partito e di licenziare il ministro della Difesa, Kim Yong-hyun, ritenuto il responsabile della mossa. La legge marziale è stata definita una «decisione tragica». In risposta, il principale sindacato ha indetto uno sciopero generale fino alle dimissioni del presidente.

Il primo ministro sudcoreano Han Duck-soo ha annunciato che non si dimetterà, assumendosi la piena responsabilità degli eventi che hanno portato alla crisi attuale. In una nota ufficiale intitolata “Un messaggio al popolo”, Han ha dichiarato che continuerà a lavorare con i membri del Gabinetto fino alla fine per servire la popolazione. Ha inoltre sottolineato la necessità che il Gabinetto continui a svolgere i propri compiti per garantire la stabilità del Paese e preservare la normalità della vita quotidiana dei cittadini.

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