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Accordo Hamas-Israele: “Cessate il fuoco nella Striscia di Gaza”
16 Gennaio 2025
Estera

Accordo Hamas-Israele: “Cessate il fuoco nella Striscia di Gaza”

Home » Best politik » Estera » Accordo Hamas-Israele: “Cessate il fuoco nella Striscia di Gaza”

Nella giornata di ieri, il premier del Qatar, al-Thani, ha dichiarato per primo che sono stati definiti degli accordi per una tregua tra Hamas e Israele. A tal riguardo, un importante ruolo di mediazione l’hanno avuto Usa, Qatar ed Egitto. Questo accordo prevede di cessare il fuoco nella Striscia di Gaza dopo ben 15 mesi di guerra senza pausa. L’accordo avrà inizio domenica 19 gennaio 2025 e verrà diviso in tre fasi. Nella prima, come confermato dal premier del Qatar al-Thani, «Verranno rilasciati 33 ostaggi israeliani».

Accordo Hamas-Israele, ruolo importante degli USA

Donald Trump si prende i meriti del “cessate il fuoco” e scrive su Truth le seguenti parole: «Questo epico accordo avrebbe potuto realizzarsi solo in seguito alla nostra storica vittoria di novembre, poiché ha segnalato al mondo intero che la mia amministrazione avrebbe cercato la pace e negoziato accordi per garantire la sicurezza di tutti gli americani e dei nostri alleati».

Ma i meriti non sono da dare soltanto a Donald Trump, infatti dietro c’è anche un lungo e faticoso lavoro diplomatico dell’amministrazione di Biden. «Oggi, dopo molti mesi di intensa diplomazia da parte degli Stati Uniti, insieme a Egitto e Qatar, Israele e Hamas hanno raggiunto un cessate il fuoco e un accordo sugli ostaggi. Questo accordo fermerà i combattimenti a Gaza, aumenterà l’assistenza umanitaria tanto necessaria ai civili palestinesi e riunirà gli ostaggi alle loro famiglie dopo oltre 15 mesi di prigionia», dichiara lo stesso Biden che definisce questo accordo come: «il più difficile della mia vita».

Ora rimane soltanto il primo passo, l’accordo dovrà essere approvato dal gabinetto di sicurezza e dal governo israeliano, che si riunirà giovedì 16 gennaio. Nonostante le raccomandazioni del partito-milizia, che aveva esortato i residenti a non muoversi fino all’inizio ufficiale della cessazione delle ostilità, migliaia di persone nell’enclave palestinese sono scese in piazza per celebrare. Una pausa dal conflitto che la popolazione aspettava con trepidazione, ma che molti temevano non sarebbe arrivata. Alla fine, però, è esplosa una grande gioia e il desiderio di tornare a casa, anche se le abitazioni erano state distrutte.

L’accordo che permetterà la liberazione di decine di ostaggi israeliani in cambio della liberazione di centinaia di prigionieri palestinesi era stato approvato “in linea di principio” dal leader de facto di Hamas nella Striscia di Gaza, Muhammad Sinwar, fratello del defunto Yahya.

Intanto, ieri, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, incontrando il Forum delle famiglie, aveva dato quasi per certo il raggiungimento dell’intesa. «Israele monitorerà scrupolosamente l’osservanza dell’accordo da parte di Hamas, e ogni violazione sarà seguita da una reazione mai vista prima», ha dichiarato, come riportato dai media israeliani. Dopo una lunga notte di trattative in Qatar, restavano da definire solo pochi “dettagli”, tra cui i termini precisi del ritiro delle forze israeliane da Gaza, come scriveva il Times of Israel.

Accordo Hamas-Israele, le reazioni dall’Italia e dall’UE

Nella nota di Palazzo Chigi si legge che l’Italia accoglie «Con grande favore l’annuncio di un accordo per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e si congratula con Egitto, Qatar e Stati Uniti per il risultato raggiunto dopo un lungo impegno negoziale che il Governo italiano – anche in qualità di Presidenza del G7 – ha sempre sostenuto con convinzione. L’Italia ha seguito da vicino sin dall’inizio la dolorosa vicenda degli ostaggi nelle mani di Hamas e si aspetta ora che tutti gli ostaggi possano finalmente tornare alle loro famiglie. Il cessate il fuoco fornisce un’importante opportunità per aumentare in maniera consistente l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza. L’Italia continuerà a impegnarsi in questo ambito, anche attraverso l’iniziativa “Food for Gaza” incentrata sulla sicurezza alimentare e la salute».

Lo stesso comunicato di Palazzo Chigi conclude con l’Italia «Pronta a fare la sua parte, insieme ai partner europei e internazionali, per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza e per consolidare in modo permanente la cessazione delle ostilità, anche nell’ottica di rilanciare un processo politico verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla soluzione dei due Stati, con Israele e uno Stato di Palestina che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, all’interno di confini mutualmente riconosciuti».

Il comunicato di von der Leyen e Metsola

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, scrive: «Gli ostaggi saranno riuniti ai loro cari e gli aiuti umanitari potranno raggiungere i civili a Gaza. Ciò porta speranza a un’intera regione, dove le persone hanno sopportato immense sofferenze per troppo tempo. Entrambe le parti devono attuare pienamente questo accordo, come trampolino di lancio verso una stabilità duratura nella regione e una risoluzione diplomatica del conflitto».

La presidentessa del Parlamento Ue, Roberta Metsola, definisce l’accordo «una svolta che il mondo attendeva e di cui molti avevano bisogno»; mentre il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, plaude all’intesa, definendola «un cruciale primo passo».

“La Striscia di Gaza deve restare sotto il controllo dell’Anp”

Il primo ministro dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mohammad Mustafa, in visita ufficiale in Norvegia, ha dichiarato che «non sarà tollerato» che in futuro la Striscia di Gaza venga amministrata da alcuna entità diversa dall’Anp. La Norvegia, che a maggio ha riconosciuto formalmente lo Stato palestinese, è uno dei tre Paesi europei a farlo. «Mentre attendiamo l’attuazione del cessate il fuoco, è fondamentale ribadire che la Striscia di Gaza deve rimanere sotto la guida della legittima leadership palestinese e del governo dello Stato di Palestina», ha affermato Mustafa. Ha poi aggiunto che «qualsiasi tentativo di accentuare la separazione tra la Cisgiordania e Gaza, o di creare entità intermedie, sarà categoricamente respinto».

Fonte Foto in Evidenza: open.online

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