Come da pronostico, Donald Trump torna in veste da presidente degli Stati Uniti d’America vincendo le elezioni USA. La sua avversaria, Kamala Harris, però, non sembra accettare la sconfitta. Il successore di Joe Biden sarà quindi il suo predecessore, Trump. Sebbene ancora non sia stata raggiunta la soglia dei 270 punti, la vittoria sembra ormai sua.
Le elezioni USA sono le elezioni più seguite al mondo. Una campagna elettorale che comincia mesi prima e che vede il suo esito nei primi giorni di novembre. Due candidati, tra cui un ex presidente accusato di tutto e di più. Dallo scandalo con la pornostar Stormy Daniels all’aver provocato l‘assalto al Campidoglio nel gennaio del 2021 quando fu eletto Biden.
Proprio in quell’occasione denunciò dei brogli a suo sfavore non accettando mai la sconfitta. Per farsi eleggere, Trump ha indossato divise da cuoco del McDonald’s, o ha fatto le solite promesse accompagnate dal suo famoso slogan Make America Great Again.
Eppure sembra strano come una comunità come quella americana a maggioranza afro, a cui si aggiungono anche quelle ispaniche e poi musulmane non abbiano così voce in capitolo. È evidente che Harris non dava sicurezza come presidente degli Stati Uniti. Ma è anche vero che la varie culture che si fondono nel Paese più liberale al mondo c’è ancora poco spazio per concedere un certo tipo di potere alle donne.
Perché se da una parte abbiamo i repubblicani a stragrande maggioranza bianca, dall’altra abbiamo i democratici a stragrande maggioranza nera, tra cui compresi anche i musulmani. E la loro cultura patriarcale può aver influenzato molto il voto.
Se in Italia la destra ha avuto il coraggio di affidare le redini di una nazione a Giorgia Meloni, gli Stati Uniti non hanno voluto rischiare. Trump, quindi, si avvia al suo secondo mandato come presidente degli Stati Uniti. Il 47esimo per la precisione. La retorica ha avuto la meglio sull’inesperienza. Non ci resta che aspettare cosa succederà nei successivi quattro anni della nuova gestione Trump.
Simmaco Munno
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Nato e cresciuto a Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta, quando il grunge esplodeva a livello globale, cioè nel ’91, e cresciuto a pane e pallone, col passare del tempo ha iniziato a sviluppare interessi come la musica (sa mettere le mani almeno su tre strumenti) la letteratura e la linguistica. Con un nome provinciale e assonante con la parola sindaco, sogna di poter diventare primo cittadino del suo paese per farsi chiamare “Il sindaco Simmaco”.
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