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Amnistia e indulto, il DDL in onore di Pannella
26 Maggio 2016
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Amnistia e indulto, il DDL in onore di Pannella

Home » Best politik » Amnistia e indulto, il DDL in onore di Pannella
parlamentoCome da qualche giorno è noto, nel corso dell’ultimo saluto a Pannella, a piazza Navona, la Bonino è intervenuta alludendo ad alcuni omaggi ritenuti ipocriti nei confronti del leader dei Radicali. «Benvenuti se vi siete ricreduti, ma il modo migliore per onorarlo è prestare maggiore attenzione alle battaglie che aveva e che abbiamo in corso». Simili parole sembrano provare le intenzioni di un partito che, nonostante abbia perso il suo massimo esponente, è determinato a lottare per i propri obbiettivi sulla base delle idee lasciategli in eredità. A tal proposito, il senatore del PD Luigi Manconi ha presentato nel corso di una conferenza stampa un provvedimento -sottoscritto anche da Compagna, Mazzoni, Matteoli, Lo Giudice e De Cristoforo – avente ad oggetto amnistia e indulto.
 
Il disegno di legge in questione mira a modificare l’art. 79 della Costituzione, in modo tale che per l’approvazione di entrambi i provvedimenti di clemenza sia sufficiente la maggioranza assoluta e non più, dunque, i 2/3 dell’assemblea di ciascuna Camera come, invece, previsto fino ad oggi. Il quorum attuale, richiesto non solo nella votazione finale della legge, ma anche per ogni suo articolo, era stato innalzato con la legge costituzionale n.1 del 6 marzo 1992, volta ad eludere che la maggioranza utilizzasse un provvedimento legislativo (di scambio, per così dire) in grado di avere un ritorno in termini di suffragi elettorali. «Fu un’iniziativa comprensibile ed efficace, tanto che da allora a oggi fu approvato solo l’indulto del 2006; oggi però bisognerebbe avere il coraggio di ammettere che quella scelta è criticabile, in quanto ha sottratto due misure importanti, come l’amnistia e l’indulto, destinate a diminuire l’accumulo delle cause e l’affollamento delle carceri, agli strumenti di politica del diritto in materia penale. Sono senz’altro strumenti d’eccezione, ma io e i miei colleghi sottoscrittori del DDL riteniamo siano necessarie e preliminari alle altrettanto imprescindibili riforme. Bisogna ripristinare la normalità nel corpaccione del mondo giudiziario e penitenziario e poi intervenire con misure ordinarie destinate a diventare strutturali», aggiunge Manconi.
 
carceriSi può dire comunemente, infatti, che l’amnistia e l’indulto siano rispettivamente strumenti di estinzione del reato e di attenuazione della pena. Se, invero, la prima produce una deroga alla parte comminativa della sanzione – esclusi i casi di recidivi aggravati  delinquenti abituali, professionali o di tendenza -, il secondo comporta una riduzione o commutazione della pena. Si tratta, quindi, di leggi che per il loro contenuto sensibile devono muovere da motivi che prendono corpo dalla comunità e non individuabili in via teorica. Appare evidente, pertanto, come da una più semplice accessibilità a tali istituti possa derivare una migliore condizione dei detenuti. Secondo i dati del ministero della Giustizia, aggiornati al 30 aprile 2016, nelle carceri italiane in totale ci sono 53.725 detenuti, contro una capienza regolamentare di 49.579 individui. I posti sono stati calcolati sulla base del criterio di 9mq per singolo + 5mq per gli altri, il che contribuisce enormemente a peggiorare la situazione di emergenza nelle stesse.
 
Spesso, allora, dentro le celle si continua ad assistere a insistente sovraffollamento e a condizioni poco dignitose, che pongono a repentaglio i diritti di cui gode un uomo nell’essere e nel rimanere tale, anche dopo aver commesso dei crimini. Sono troppo poche, inoltre, secondo molti, le pene alternative e le misure capaci davvero di rieducare i condannati, ponendoli nelle condizioni di un futuro reintegro nella comunità; finalità con cui la Carta fondamentale giustifica e permette la detenzione. Gli scopi, dunque, talvolta sono solo formalmente previsti, ma poco tenuti in considerazione: ciò, sostanzialmente, porta la società a discriminare i reclusi, privandoli quasi di una seconda possibilità. Tutte componenti non favorevoli, di certo, a una diminuzione dei suicidi dietro le sbarre. Nell’attesa di raccogliere le sottoscrizioni degli altri senatori, Rita Bernardini ha lanciato un appello affinché non ci si fermi a una semplice proposta di legge. «Non deve rimanere un atto depositato alla memoria: l’amnistia serve alla Repubblica per rientrare nella legalità». Ancora lei ha specificato che debba essere «hic et nunc», utilizzando un’espressione dello stesso Pannella, al quale il DDL è stato intitolato. Per i radicali (e non solo) potrebbe essere la prova concreta che le battaglie vengono combattute non dalle persone, bensì dalle loro idee – e, se per le proprie idee si dà la vita, allora è impossibile che le sconfigga la morte.

Concetta Interdonato

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