Come da qualche giorno è noto, nel corso dell’ultimo saluto a Pannella, a piazza Navona, la Bonino è intervenuta alludendo ad alcuni omaggi ritenuti ipocriti nei confronti del leader dei Radicali. «Benvenuti se vi siete ricreduti, ma il modo migliore per onorarlo è prestare maggiore attenzione alle battaglie che aveva e che abbiamo in corso». Simili parole sembrano provare le intenzioni di un partito che, nonostante abbia perso il suo massimo esponente, è determinato a lottare per i propri obbiettivi sulla base delle idee lasciategli in eredità. A tal proposito, il senatore del PD Luigi Manconi ha presentato nel corso di una conferenza stampa un provvedimento -sottoscritto anche da Compagna, Mazzoni, Matteoli, Lo Giudice e De Cristoforo – avente ad oggetto amnistia e indulto.
Si può dire comunemente, infatti, che l’amnistia e l’indulto siano rispettivamente strumenti di estinzione del reato e di attenuazione della pena. Se, invero, la prima produce una deroga alla parte comminativa della sanzione – esclusi i casi di recidivi aggravati delinquenti abituali, professionali o di tendenza -, il secondo comporta una riduzione o commutazione della pena. Si tratta, quindi, di leggi che per il loro contenuto sensibile devono muovere da motivi che prendono corpo dalla comunità e non individuabili in via teorica. Appare evidente, pertanto, come da una più semplice accessibilità a tali istituti possa derivare una migliore condizione dei detenuti. Secondo i dati del ministero della Giustizia, aggiornati al 30 aprile 2016, nelle carceri italiane in totale ci sono 53.725 detenuti, contro una capienza regolamentare di 49.579 individui. I posti sono stati calcolati sulla base del criterio di 9mq per singolo + 5mq per gli altri, il che contribuisce enormemente a peggiorare la situazione di emergenza nelle stesse.Concetta Interdonato
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