Può sembrare un articolo ironico, ma non lo è affatto. Cominciamo dalla base: per analfabeta funzionale si intende colui che, pur avendo imparato le basi della scolarizzazione, non è in grado di comprendere e tradurre le informazioni della realtà circostante. Ha conseguito la licenza elementare, quella media e persino il diploma di scuola superiore, in alcuni casi. Nonostante ciò, non è in grado di carpire i contenuti di un testo normativo o, per fare un altro esempio, di saper utilizzare al meglio le moderne tecnologie comunicative. Un soggetto che, in breve, non riesce a valutare ciò che ha alla sua portata. Proprio da questa difficoltà cognitiva deriva la sua più diretta conseguenza: credere a tutto ciò che viene letto e ascoltato. L’analfabeta funzionale non è in grado di porsi in maniera critica di fronte a un testo di facile comprensione o, ancora, a un qualunque video di breve durata.
Parliamo a tutti gli effetti di una piaga per la società moderna. Una piaga che, secondo i dati OCSE, si abbatterebbe sul 47% degli italiani. Ci sarebbe poco da scherzare, visto anche il contesto storico in cui ci troviamo. Un contesto in cui, grazie ai social, chiunque può dire la sua. Un contesto in cui sbocciano come fiori in primavera gruppi di complottisti su Facebook, fake news da improbabili blog su internet e video sensazionalistici da presunti portatori della verità assoluta.
Non è un caso, dunque, che orde di analfabeti funzionali abbiano cominciato a fare la voce grossa un po’ ovunque, durante questo periodo di lockdown causato dal Coronavirus. Ed è proprio in questo contesto che l’analfabeta funzionale (o se vogliamo l’italiano medio) sta riuscendo a dare il meglio di sé. Potevamo dunque esimerci dal descriverne l’identikit? No, chiaramente.
Scuserete la ripetizione, ma è proprio in questo caso che l’analfabeta funzionale dà il meglio di sè. Un soggetto, il più delle volte, incapace di scrivere in un corretto italiano o, ancora, di comprendere le più basiche nozioni di qualunque materia scolastica. Eppure è sempre lui a urlare di aver compreso i grandi misteri celati dal Covid-19. E qui le ipotesi sono delle più disparate: “è un virus creato in laboratorio per bloccare l’economia occidentale in favore di quella asiatica“; “in realtà è opera delle cause farmaceutiche, per obbligarci all’ennesimo vaccino“; “è un complotto creato dalla massoneria, per capovolgere l’ordine politico attuale“; “Non esiste alcun coronavirus, è una loro – ma di chi?! – invenzione per uniformarci“. Fino alla più celebre di questi mesi: “Il Coronavirus viene trasmesso tramite le antenne 5G“.
Tuttavia, però, ci sono occasioni in cui l’analfabeta funzionale resta umile e non crede di poter formulare ipotesi tanto complesse. Ed è proprio in questo caso che intervengono le famigerate fake news. Notizie riportate da “giornali” web che, in realtà, di “giornalismo” non hanno nulla. Siti con nomi ai limiti della fantasia come “Danguerous News” “SecretNews” “DevInformarti” e “Notizie Spericolate“; siti con nomi volutamente storpiati da altri famosi giornali come “Il Quotidaino“; siti con nomi apparentemente “professionali” come “Diretta News 24” e “Notizie 24 ore“. Molti dei quali già noti per il loro “giornalismo” alternativo, anche per strappare un sorriso.
Quando l’ironia non viene capita, però, il risultato è che tra titoli sensazionalistici e trame degne del miglior Spielberg si crei una disinformazione di quantità inimmaginabile. Articoli dal click facile, che l’analfabeta funzionale non saprà distinguere da pezzi ben più fondati. Vuoi per la buona “fattura” del sito, vuoi per un utilizzo (stranamente) corretto dell’italiano, la frittata è presto fatta. E gruppi su gruppi vengono creati e sviluppati grazie alla condivisone di questi mirabolanti elaborati (condivisi poi nelle bacheche personali di ogni membro).
Ed è qui, invece, che l’analfabeta funzionale riesce a dare il peggio di sé. Non a caso parliamo del “peggio“. Per quanto la disinformazione su internet sia una piaga da debellare (specie, appunto, per chi non sa riconoscere una fake news), è l’impatto di questi soggetti nella vita reale a creare maggiori problemi. In questo caso gli analfabeti funzionali si dividono in tre categorie:
L’analfabetismo funzionale può sembrare un simpatico tema su cui fare ironia. Al pari dei programmi trash che si susseguono in TV. Eppure è un male che va debellato, con calma, raziocinio e una buona dose di volontà da parte di chi, per fortuna sua, non lo è. Anche se al contrario, nella politica internazionale di oggi, è uso comune alimentare le masse disinformate, creando una proliferazione incontrollata di odio. Riusciremo mai a liberarcene? Ai posteri l’ardua sentenza.
Francesco Mascali
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Proprietario, editore e vice direttore di Voci di Città, nasce a Catania nel 1997. Da aprile 2019 è un giornalista pubblicista iscritto regolarmente all’albo professionale, esattamente due anni dopo consegue la laurea magistrale in Giurisprudenza, per poi iniziare la pratica forense presso l’ordine degli avvocati di Catania. Ama viaggiare, immergersi nelle serie tv e fotografare, ma sopra tutto e tutti c’è lo sport: che sia calcio, basket, MotoGP o Formula 1 non importa, il week-end è qualcosa di sacro e intoccabile. Tra uno spazio e l’altro trova anche il modo di scrivere e gestire un piccolo giornale che ha tanta voglia di crescere. La sua frase? «La vita è quella cosa che accade mentre sei impegnato a fare altri progetti»
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