Un recente studio condotto dalla Heriot-Watt University di Edimburgo, rivela che impegnarsi in attività senza stimoli e senza distrazioni, dopo un’intensa sessione di studio, aiuti a ricordare meglio le nozioni apprese.
Uno dei più grandi problemi, quando si affronta una lunga e impegnativa sessione di studio, è quello di riuscire a mantenere le informazioni appena apprese nella nostra memoria. Un breve riposino sembrerebbe il metodo più comune e scientificamente dimostrato per consolidare le informazioni e mettere chiarezza nella nostra mente, ma non è l’unico. Difatti, basterebbe restare 10 minuti in una stanza silenziosa e senza stimoli di ogni genere per migliorare la nostra capacità di ricordare.
Capita spesso, poco prima di un esame o di un test, di trovarsi con i libri in mano, sfogliando le pagine in cerca di informazioni, ma arrivando alla conclusione che è tutto inutile e che nella nostra
testa non c’è spazio per altro. Questo accade perché, secondo gli studiosi, la nostra mente ha bisogno di una pausa per processare le informazioni. Come ha spiegato la ricercatrice Michaela Dewar della Heriot-Watt University di Edimburgo alla rivista New Scientist: «Molte persone credono che il cervello debba essere costantemente stimolato, ma non è così che funziona». Infatti, in uno studio condotto nel 2012, Dewar e il suo team avevano osservato che i volontari che facevano un breve riposino dopo aver ascoltato una storia riuscivano a ricordare il 10% in più rispetto a chi, dopo averla ascoltata, si era impegnato in un gioco per stimolare il cervello. Invece, nel nuovo studio, la ricercatrice e il suo team hanno dimostrato che la mente si può “espandere”, semplicemente dedicandosi ad attività che non impegnino il cervello, in un periodo di stacco da tutto di circa 10 minuti.
L’esperimento è stato condotto su un gruppo di 40 persone a cui è stato chiesto di imparare delle nozioni attraverso un percorso virtuale. Solo chi si è dedicato per circa 10 minuti a delle attività non correlate a quelle nozioni imparate, era in grado di ricordare di più. Ha poi aggiunto Gareth Gaskell della University of York in the UK: «Se riesci a sentirti rilassato riesci anche a sperimentare quel processo di consolidamento della memoria che il sonno porta normalmente con sé». I ricercatori della Heriot-War University sembrano sicuri dei risultati ottenuti, ma che il metodo funzioni o meno tocca a noi confermarlo. Quindi, non resta che provare per credere.
Ciro Pappalardo
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