Finiscono sotto il mirino di un dossieraggio due dei volti politici più noti in Italia: Ignazio La Russa e Matteo Renzi. A far sì che iniziassero le ricerche sulla presunta rete di furto di dati e dossieraggio sono state delle intercettazioni.
Uno degli indagati è Enrico Pazzali, presidente di Fiera Milano e socio di maggioranza della società Equalize. L’uomo è stato intercettato presso la sede della società mentre lavorava alla creazione di un dossier illegale su Ignazio La Russa e i suoi figli.
Il lavoro di Pazzali è stato confermato da alcune intercettazioni di Carmine Gallo – socio minoritario dell’Equalize ora ai domiciliari – e Nunzio Samuele Calamucci – presunto hacker, anche lui ai domiciliari. Il primo si diceva scioccato dalle ricerche di Pazzali: “Quello va a fare Matteo Renzi, cazzo però!”. Il secondo era preoccupato dalle conseguenze del dossieraggio: “Ci incula… ci manda qua la finanza, i servizi, i contro servizi!”.
La Russa si è mostrato deluso dalle azioni di Pazzali. “Conosco da anni Enrico Pazzali che ho sempre ritenuto una persona perbene e vorrei poter considerare, fino a prova contraria, un amico di vecchia data. Attendo di avere altri elementi, quindi, prima di un giudizio definitivo assai diverso su di lui”, ha dichiarato il presidente del Senato. Si dice, inoltre, stupito e curioso di scoprire chi abbia commissionato questo dossieraggio a danno della sua immagine e della sua famiglia.
Anche Matteo Renzi non è rimasto in silenzio di fronte all’accaduto. “Da anni sono oggetto di una campagna violenta contro di me e contro la mia famiglia”, ha scritto sui social. Inoltre, ha ricordato che ad oggi “la violazione dei telefonini o dei computer è un reato gravissimo. E la pubblicazione di dati illegittimi non è diritto di cronaca ma un crimine”.
Secondo il pm di Milano Francesco De Tommasi, i protagonisti dell’associazione a delinquere sarebbero “soggetti che godono di appoggi di alto livello, in vari ambienti. Anche quello della criminalità mafiosa e quello dei servizi segreti, pure stranieri, e che spesso promettono e si vantano di poter intervenire su indagini e processi, per bloccare iniziative giudiziarie”. Così ha scritto il pm nella richiesta d’arresto, descrivendo la rete criminale in cui si muovono i soci dell’Equalize come una rete “a grappolo”, in cui ciascun membro ha a sua volta dei contatti che si muovono nell’ambito della ricerca illegale di dati. Il pm ha richiesto delle misure cautelari per questi soggetti, ma il gip ha respinto la sua richiesta di arresto.
Coinvolta nella rete di dossieraggio anche la giudice milanese Carla Romana Raineri, la quale figurerebbe tra gli appoggi di alto livello della società. Ci sono diversi elementi che provano i suoi contatti e la sua esposizione ai ricatti dei soci di via Pattari. I primi contatti risalirebbero al 2022 e non sarebbero gli unici.
“Abbiamo l’oro in mano”, ha dichiarato l’hacker Calamucci in una delle intercettazioni divenute note. I dati che Pazzali e Gallo possedevano erano riservati, non accessibili: avrebbero potuto “sputtanare tutta l’Italia”, come affermava Calamucci.
In un’intercettazione del 13 dicembre del 2022, Gallo e Calamucci “lasciano intendere di aver intercettato un indirizzo email assegnato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella o comunque di essersi riusciti a utilizzare abusivamente o a clonare l’account”, si legge negli atti della procura. Ma i dati su Mattarella non sono gli unici. Nelle intercettazioni, alcuni nomi scorrono veloci: tra cui, quelli di Berlusconi, Amara, Mazzagatti, Provenzano e Riina.
Dall’inchiesta della procura di Milano emerge quanta gente fosse disposta a sborsare cifre esorbitanti pur di ottenere informazioni riservate con le quali colpire i “nemici”. Da qui la rete di dossieraggio che, attraverso la società Equalize, ha raccolto e fornito per anni dati sensibili su volti importanti. Tra i nomi disposti a spendere una tale cifra, compare quello di Lorenzo Sbraccia, noto imprenditore romano. Per ottenere un dossier di informazioni riservate e sensibili, l’uomo ha assicurato al gruppo di via Pattari una cifra superiore ai 400.000 euro. Sbraccia è solo uno dei tanti volti che si muovono nel “sottobosco della politica e delle istituzioni”, come scrive il pm De Tommasi.
Fonte foto in evidenza: adnkronos.com
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