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Caos nel comune di Aci Sant’Antonio: 42 indagati per corruzione e truffa
29 Febbraio 2024
Attualità

Caos nel comune di Aci Sant’Antonio: 42 indagati per corruzione e truffa

Home » Attualità » Caos nel comune di Aci Sant’Antonio: 42 indagati per corruzione e truffa

Nei giorni scorsi, su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, personale della dipendente Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Carabinieri – ha dato esecuzione a due misure interdittive, emesse dalla Quinta Sezione Penale del Tribunale di Catania, nei confronti del geometra R.M., funzionario del Comune di Aci Sant’Antonio nonché coordinatrice dell’ufficio sisma e responsabile unica del procedimento per l’approvazione e liquidazione delle domande di contributo presentate ai sensi degli artt. 6 e 7 dell’Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile, e del geometra A.P., libero professionista.

I destinatari dei suddetti provvedimenti sono stati rispettivamente sottoposti alla misura cautelare interdittiva della sospensione dell’esercizio di un pubblico ufficio per la durata di mesi dieci e alla misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale per la durata di mesi sei, essendo emersi nei loro confronti gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti ipotizzati di: corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità e soppressione. Distruzione e occultamento di atti veri.

Aci Sant’Antonio, indagini nate da denunce di due imprenditori

Le relative indagini, coordinate e dirette da questa Procura Distrettuale della Repubblica e condotte dall’Aliquota Carabinieri di questa Sezione di Polizia Giudiziaria, traevano origine dalle denunce presentate da due imprenditori nei confronti del sindaco protempore del Comune di Aci Sant’Antonio, S.O.C., e del predetto funzionario comunale, in servizio presso il Terzo Settore Lavori Pubblici – Protezione Civile, accusati di supposte condotte corruttive e di illeciti nella gestione e affidamento di lavori pubblici. Nonché, nell’assegnazione di contributi stanziati dall’Ente comunale in favore di privati e associazioni.

La complessa attività d’indagine, iniziata nel 2019 e protrattasi sino al 2023, compiuta attraverso intercettazioni telefoniche e tra presenti, acquisizione di documentazione, perquisizioni e sequestri, sommarie informazioni testimoniali, ispezioni presso alcune abitazioni destinatarie dei contributi e consulenze tecniche, consentiva di portare alla luce un trasversale sistema illecito nella gestione dei contributi per la ricostruzione post-sisma nel quale risultavano pesantemente coinvolti, a vario titolo, pubblici amministratori, funzionari comunali, privati cittadini richiedenti il contributo per il pronto ripristino delle abitazioni danneggiate dall’evento tellurico, nonché tecnici di parte.

In particolare, emergeva che il funzionario comunale R.M., attraverso il compimento di atti contrari ai suoi doveri d’ufficio, avrebbe fatto ottenere a privati cittadini, che alla medesima si erano affidati, l’indebita elargizione del contributo statale stanziato per il pronto ripristino delle abitazioni danneggiate dal sisma, ottenendo in cambio una remunerazione economica consistente in una quota del compenso corrisposto al tecnico di parte geometra A.P. di cui la stessa si sarebbe avvalsa, quale suo prestanome, e con il quale avrebbe operato in correità.

A ciò, si aggiunga che la stessa funzionaria comunale, attraverso il compimento di artifizi e raggiri e con il contributo offerto da pubblici amministratori, funzionari comunali e dal titolare dell’impresa affidataria dei lavori, sarebbe stata destinataria dell’indebita corresponsione di contributi per il ripristino della propria abitazione.

Aci Sant’Antonio, elementi di reità anche contro l’ex sindaco ed ex vice-sindaco

In esito agli accertamenti espletati, emergevano elementi di reità anche nei confronti dell’ex sindaco S.O.C. (soggetto attuatore per i primi interventi di protezione civile in conseguenza dell’evento tellurico) e dell’ex vice-sindaco G. S., i quali si sarebbero resi responsabili di condotte fraudolente finalizzate a far ottenere l’indebito contributo in favore di privati i cui immobili non possedevano i prescritti requisiti previsti dalla Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 566/2018.

Gli approfondimenti investigativi hanno permesso, inoltre, di accertare plurime falsificazioni dei verbali di giunta e delle relative delibere adottate, in quanto i membri della giunta comunale di Aci Sant’Antonio, in concorso con il segretario comunale, nel corso dell’anno 2019 avrebbero attestato, non conformemente al vero, la presenza di alcuni di loro a sedute alle quali n realtà non avevano partecipato, trovandosi in altre località per impegni personali.

Nel contesto della medesima indagine sono stati accertati, infine, a carico di funzionari comunali e di taluni titolari di imprese affidatarie di lavori pubblici, diversi illeciti commessi nei lavori di ripristino del manto stradale a seguito di condotte fraudolente poste in essere ai danni dell’ente comunale. Nonché, un connesso traffico illecito di rifiuti derivante dall’omesso conferimento in discarica del fresato di asfalto (rifiuto speciale non pericoloso) proveniente dai lavori di scarifica del manto stradale. Fresato d’asfalto che sarebbe stato indebitamente conferito ad esclusivo vantaggio di un’impresa locale riconducibile alla funzionaria R.M. operante nel settore della movimentazione terra, in violazione delle norme in materia ambientale.

Agli indagati che, nel complesso, sono 42 (quarantadue), è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso in data 16.02.2024.

Fonte Foto in Evidenza: Catania Blog

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