E’ la nuova passione dei Newyorkesi ma la sua origine è araba. E’ elastico e filante, è la nuova frontiera del gelato. Parliamo di Booza Ice Cream, il gelato che ha conquistato Brooklyn e non solo.
A renderlo popolare in Occidente è stata una gelateria di Brooklyn, la “Repubblic of Booza” che ha avuto l’idea di rilanciare e rivisitare una ricetta araba antica di 500 e più anni fa. In arabo Booza significa gelato al latte. E’ il gelato dei paesi più caldi del mondo perché è resistente al caldo. Infatti i principali ingredienti del Booza sono, oltre al latte e lo zucchero, il salep e il mastic. Proprio in questi ultimi risiede il segreto del Booza. Il salep è una farina derivata dai tuberi essiccati di diversi tipi di orchidee, considerata anche un ricostituente che unita al mastic, una resina vegetale ottenuta dal lentischio impropriamente nota come gomma arabica, impedisce agli zuccheri di cristallizzarsi e conferisce al gelato sia la consistenza gommosa e filante che una certa resistenza al calore.
Il procedimento di preparazione del Booza è interessante da osservare perché a differenza del gelato nostrano l’impasto del Booza si può lavorare anche con le mani e la sua lavorazione ricorda un po’ quella della mozzarella. Essa prevede che si mescolino latte e zucchero congelati al salep e al mastic e si lavori il tutto fino a quando non si ottiene la giusta cremosità.
Repubblic of Booza, la gelateria che spopola su Instagram al momento offre una varietà di 35 gusti tra i più classici come il pistacchio fino al Gusto Oreo salato, orzata di cipero e zafferano con grani di pepe. A dimostrazione della versatilità del Booza.
Unica nota dolente: il gelato che non si scioglie in Italia non potrà prodursi almeno nell’ immediato futuro. Questo perché le leggi a tutela di diverse specie di orchidee vietano la produzione e diffusione del salep.
Gilda Angrisani
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