Da tempo era stato sollevato il problema delle restituzioni tattiche e fraudolente dei prodotti acquistati su Amazon, da parte di clienti e soprattutto nel periodo natalizio. Infatti, dalle indagini effettuate dal colosso di Seattle era emerso che molti clienti acquistassero prodotti (clamoroso era stato il caso degli alberi di natale, acquistati a metá dicembre e poi restituiti dopo le festività) per utilizzarli e poi restituirli, quasi come se si trattasse di un noleggio. Il tutto era stato confermato dai dati della National Retail Federation, ripresi dal Wall Street Journal nel 2023: il valore della merce restituita, attraverso questi meccanismi truffaldini, aveva superato i 100 miliardi di dollari, il 13,7% in più del 2022 e soprattutto oltre due volte di quelli del 2020. Come si è anticipato, durante le vacanze di Natale, la NRF ha rilevato che il 15% della merce acquistata in rete era stata restituita. Per fare fronte a queste situazioni, Amazon utilizzava un algoritmo che consentiva di identificare gli account dai quali provenivano resi c.d. sospetti, per il loro eccessivo numero e per le tempistiche; una volta identificato l’account e il metodo di pagamento, si procedeva alla sospensione del profilo Amazon dell’utente, in alcuni casi per un tempo determinato, in altri permanentemente.
Tale meccanismo potrebbe non essere stato sufficientemente adeguato a tutelare il colosso dell’e-commerce per quanto riguarda alcuni specifici prodotti. Di fatti, la situazione evidenziata pare avere indotto Amazon a cambiare la sua politica di reso per i prodotti dell’elettronica di consumo (fra cui svettano gli smartphone e i PC): dal 25 marzo 2024, per questi prodotti, si passerà dagli attuali 30 giorni a 14 giorni. Si tratta di un’inversione di rotta molto drastica da parte della società. Amazon è sempre pioniera del reso a lungo termine: 30 giorni per restituire un articolo senza spese aggiuntive, a condizione che venissero rispettate alcune condizioni basilari (cioè che l’oggetto fosse pari al nuovo).
Si precisa inoltre che la nuova politica si applicherà a prescindere dal canale di spedizione (anche agli utenti Prime), e che il nuovo periodo di restituzione sarà automaticamente visualizzato nella pagina di acquisto di ciascun prodotto, garantendo agli utenti informazioni costanti in merito. Peraltro, è stato previsto un periodo di transizione compreso tra il 25 marzo e il 25 aprile 2024, durante il quale sarà ancora possibile usufruire di una finestra di restituzione di 30 giorni. Dal 26 aprile, tuttavia, il nuovo periodo di 14 giorni diventerà obbligatorio.
Un altro aspetto importante riguarda i venditori terzi che operano su Amazon. In base al nuovo regolamento, gli articoli gestiti da tali venditori dovranno almeno rispettare le politiche di restituzione di Amazon: dovrà essere garantito un periodo di almeno 14 giorni, con la possibilità di estenderlo a discrezione di ciascun venditore.
Alla luce di tutto ciò, resta da capire se questo meccanismo sia effettivamente utile ad evitare le restituzioni fraudolente, oppure possa rivelarsi una politica deleteria per lo stesso Amazon, che con la sua politica di reso attuale ha sicuramente attratto molti clienti. Non pare infatti potersi negare che la possibilità di un più lungo periodo di restituzione stimoli il cliente “onesto” (non dedito a meccanismi di restituzioni truffaldine) ad acquistare maggiormente sulla piattaforma e con più serenità. Inoltre, pare lecito aprirsi anche la questione relativa alla correttezza o meno di penalizzare tutti gli acquirenti, a fronte di una fetta di truffatori del reso. Certamente i dati che Amazon avrà a disposizione nel periodo successivo all’entrata in vigore della nuova politica di reso consentiranno di valutare l’efficacia di una tale misura.
Stefania Piva
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È nata e vive a Milano. È Avvocato, laureata in giurisprudenza all’Università Statale di Milano, ha svolto la pratica forense presso l’Avvocatura dello Stato di Brescia, e si è specializzata presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università Statale di Milano. Da sempre appassionata di politica e giornalismo, ha scritto in precedenza per il giornale locale ABC Milano.
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