La Sala operativa unificata della Protezione civile regionale della Toscana ha diramato l’allerta rossa per le zone soggette a rischio idraulico. Le provincie interessate sono Firenze, Prato, Pistoia e Pisa.
Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha detto che la portata dell’Arno è in aumento, con «1400 metri cubi al secondo a Ponte a Signa, 1000 metri cubi al secondo a Firenze-Uffizi al primo livello di guardia». Per cui ha richiamato la «massima attenzione» in vista di un «ulteriore peggioramento nelle prossime ore».
L’allerta di grado rosso riguarda il reticolo idraulico maggiore, ed entrerà ufficialmente in vigore dalle ore 12 di oggi. Emanata anche allerta arancio per rischio idraulico del reticolo minore e temporali, e giallo per vento forte e mareggiate. «Ulteriore peggioramento atteso in mattinata e fino al pomeriggio, con piogge intense e persistenti lungo una linea che dalla provincia di Livorno si estenderà verso l’interno, interessando le province di Pistoia, Firenze, Prato, Arezzo».
Proprio per contenere il livello dei fiumi, il presidente Giani ha annunciato sui social media l’attivazione del servizio di piena per l’Arno. Al momento, però, quasi tutti i fiumi toscani sarebbero entro il primo livello di allerta. Inoltre sono state registrate alcune frane nella zona tra Bagni di Lucca e Firenze.
Massima allerta per Emilia-Romagna per possibili frane. Già ieri sera, in tutto il territorio, è stata diffusa l’ordinanza di chiusura delle scuole, parchi e altri centri di aggregazione. Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha poi richiesto alle aziende di disporre, o perlomeno favorire, lo smart working. Ha chiesto anche di abbandonare l’appartamento a chiunque viva al piano terra nei quartieri Borgo Panigale-Reno, Navile Porto-Saragozza, Santo Stefano e Savena.
I rischi legati al livello dei fiumi e ad altre criticità idrogeologiche erano preannunciati, anche se al momento non si ha notizia di nessun evento di particolare rilevanza. In Emilia-Romagna è massima allerta per .
Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha firmato il decreto dello stato di mobilitazione straordinaria del Servizio nazionale di Protezione civile per l’Emilia Romagna; al fine di «affrontare la grave situazione di criticità», la quale sta creando «condizioni di pericolo per l’incolumità delle persone e per la sicurezza dei beni pubblici e privati».
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