L‘ultima iniziativa di protesta organizzata da Greenpeace Italia ha visto la comparsa di un enorme maiale di cartapesta di fronte alla Camera dei Deputati a Roma. Con questo gesto l’associazione chiede al parlamento che venga discussa al più presto la proposta di legge per il superamento degli allevamenti intensivi. La proposta è stata presentata un anno fa in collaborazione con altre associazioni ambientaliste. Tuttavia, è attualmente bloccata in Commissione Agricoltura. In piazza Montecitorio, gli attivisti hanno scaricato un maiale su cui campeggia la scritta: “Onorevoli, non potete più ignorarmi“.
Greenpeace e altre associazioni denunciano da tempo gli effetti negativi degli allevamenti intensivi. Quest’ultimi sono ritenuti dannosi sia per l’ambiente, a causa delle massicce emissioni di ammoniaca, sia per la salute umana e la sicurezza alimentare. Secondo Simona Savini, attivista di Greenpeace Italia, è necessario un cambiamento radicale del sistema zootecnico, supportato da un quadro normativo e da incentivi economici adeguati, per favorire un modello agro-ecologico più sostenibile.
In Italia, ogni anno, vengono allevati oltre 700 milioni di animali. Il settore ha subito una trasformazione significativa soprattutto negli ultimi quindici anni. Il numero di grandi aziende agricole è raddoppiato, mentre quello delle medie e piccole imprese si è dimezzato, portando alla perdita di migliaia di posti di lavoro. Greenpeace sottolinea come questa tendenza favorisca i marchi della grande distribuzione a discapito delle piccole aziende agricole, sempre più in difficoltà nel reggere la concorrenza.
La proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi” è stata presentata nel 2023 da Greenpeace insieme ad altre organizzazioni ambientaliste come Lipu, ISDE-Medici per l’Ambiente, Terra! e WWF Italia. Il documento ha raccolto oltre mezzo milione di firme e il sostegno di 23 parlamentari appartenenti a cinque diverse forze politiche. Tuttavia, la proposta è ancora ferma in Commissione Agricoltura e le associazioni promotrici ne chiedono l’immediata calendarizzazione.
Qualora la legge dovesse essere approvata, questo comporterebbe l’introduzione di incentivi per favorire un modello zootecnico più sostenibile, abbandonando gradualmente gli allevamenti intensivi e garantendo un margine di guadagno più equo per i produttori. Greenpeace e le altre associazioni continueranno a battersi affinché il Parlamento non ignori una questione cruciale per l’ambiente e per il futuro dell’agricoltura italiana.
Foto Fonte in Evidenza: Lapresse
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