Cannes: fra i temi di quest’anno amore, arte e immigrazione

Cannes: fra i temi di quest’anno amore, arte e immigrazione

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Ecco una rassegna dei film in concorso per la Palma d’Oro quest’anno in occasione della settantesima edizione del Festival di Cannes, dal 17 al 28 maggio.

Cannes-Film-Festival-YachtsNel film Happy End, regia di Micheal Haneke con Isabelle Huppert, Mathieu Kassovitz e Jean-Louis Trintignan, centrale è la vicenda di una ricca famiglia francese dall’esistenza isolata, come in una bolla, in un paese circondato dalla povertà dei campi di migranti intorno a Calais. Il tema dell’immigrazione ricorre inoltre nel film di Korne’l Mundrucz  Jupiter’s Moon, nel quale il protagonista è un giovane immigrato ferito, che nel tentativo di attraversare illegalmente il confine scopre di avere l’insolita capacità di poter sollevarsi da terra. Nel campo d’accoglienza non saranno in pochi a cercare di sfruttare questa sua abilità. Sul fronte terrorismo invece scende in campo In the Fare, un film di Fatih Akin ambientato ad Amburgo. Dopo che una bomba ha colpito la comunita’ turco-tedesca della città, mietendo molte vittime, una donna medita la vendetta per la sua famiglia colpita nell’attentato.

C’e’ poi l’amore, in tutte le sue declinazioni, che in questa edizione si mescola spesso con l’ambiente dell’arte, come avviene nel caso di Formidable diretto da Michel Hazanavicius con Stacy Martin, Be’re’nice Bejo, Louis Garrel. Protagonista la grande storia d’amore tra Anne Wiazemsky e il maestro del cinema Jean-Luc Godard, il tutto visto dagli occhi della giovane moglie. Sullo stesso stile Rodin di Jacques Doillon, film incentrato ancora sulla tormentata relazione, durata dieci anni, tra lo scultore Auguste Rodin e Camille Claudel. L’Amant Double di Franois Ozon  si rivela invece un thriller al femminile che racconta la relazione tra la giovane depressa Chloe (Marine Vacth) e il suo psicoterapeuta Paul (Je’re’mie Renier), anche se l’uomo ha un’identità da nascondere. Amore e tradimento, infine, in The Day After del regista coreano Sang-soo Hongdue nel quale viene narrata la storia di un uomo sposato, che ha avuto una relazione extraconiugale con un’ex dipendente. Quando la moglie scopre la relazione del marito, corre nel suo ufficio, ma scambia la nuova impiegata per la sua ex amante.



Bella-Hadid-Cannes-Film-Festival-May-2016Sul fronte dei temi sociali incontriamo invece l’opera del regista Lynne Ramsay Were Never Really Here con Joaquin Phoenix nei panni di un veterano di guerra, impegnato nella lotta contro il traffico sessuale. Quando la sua vita si intreccia con quella di un importante politico di New York, che rappresenta l’altra parte del muro, la vicenda si complica. Il Film 120 Battements Par Minute di Robin Campillo riporta invece gli eventi legati alla nascita di Act Up, l’organizzazione di attivisti che negli anni Novanta ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze dell’AIDS. Tra impegno e visionarietà si colloca Okja diretto da Bong Joon-ho con Jake Gyllenhaal e Tilda Swinton, nel quale si narra l’impegno di una ragazza nel difendere da dieci anni  il suo migliore amico, un grosso animale di nome Okjatra divenuto oggetto di interesse di una grande multinazionale.  La giovane si trova ad  affrontare temi legati agli alimenti geneticamente modificati, la globalizzazione e l’ecoterrorismo.

Sophia Coppola propone per quest’edizione del Festival un remake de La notte brava del soldato Jonathan di Don Siegel, dal titolo L’Inganno, con la partecipazione di attori quali Elle Fanning, Kirsten Dunst, Nicole Kidman e Colin Farrell.  In corsa per la Palma d’oro inoltre vi è The Killing Of A Sacred Deer  del regista greco Yorgos Lanthimos sempre con Nicole Kidman e Colin Farrell, seguiti dalla talentuosa Alicia Silverstone. Un thriller psicologico con protagonisti un carismatico chirurgo e un adolescente inquieto. In Wonderstruck – La Ragazza Delle Meraviglie di Todd Haynes, tratto dall’omonimo romanzo di Brian Selznick (2011), vi sono due le storie: una del 1977 su un ragazzo che non ha mai conosciuto il padre, e l’altra, mezzo secolo prima, su una ragazzina che sogna una misteriosa attrice. Infine A Gentle Creature di Sergey Loznitsa, ispirato a un racconto di Dostoyevsky,riporta la storia di una donna che dopo aver ricevuto indietro il pacco mandato al marito in prigione, non ottenendo una spiegazione plausibile, da inizio alla sua guerra verso l’impenetrabile fortezza.

Diana Avendaño Grassini

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Diana Avendano

About Diana Avendano

Diana nasce a Pisa nel ’97, ma è spagnola da parte di padre. Dopo aver terminato gli studi classici al Liceo Galileo Galilei si trasferisce nella città di Bologna per studiare Scienze della Comunicazione e perseguire il suo sogno di lavorare nel campo dell’informazione. Da sempre poco portata per qualsiasi attività sportiva, ma grande appassionata di musica, nel tempo libero si mette alla prova studiando canto e spera che questa nuova avventura all’interno della redazione di Voci di Città possa avvicinarla alle sue aspirazioni.

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