Abu Dhabi pensa al futuro: obiettivo principale la sostenibilità della crescita

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Abu Dhabi 1ABU DHABI – Sostenibilità: è questa la parola chiave per gli Emirati Arabi Uniti. Difatti, il governo arabo ha da poco annunciato un importante progetto, chiamato “La Strategia degli UAE per il Futuro”. Tale pianificazione, come illustrato da L’Huffington Post, si basa sulla sostenibilità della crescita economica e del benessere della società per la generazione futura. Il concetto chiave, sostanzialmente, è che la crescita economica non basta: lo sviluppo è reale solo quando esso migliora la qualità della vita in maniera duratura.

Uno dei temi principali de “La Strategia degli UAE per il Futuro” è senza dubbio “Il Futuro dell’Energia”. Il governo degli Emirati Arabi Uniti ha posto di fronte a sé importanti obiettivi riguardanti le energie rinnovabili. A conferma di ciò, è di qualche giorno fa l’annuncio della “Prima strategia energetica unitaria al 2050”, con cui il governo arabo si impegna a investire 163 miliardi di dollari nelle rinnovabili. Il Primo Ministro Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum ha prefissato l’obiettivo di arrivare nel 2050 con il 50% del mix energetico coperto esclusivamente da fonti rinnovabili.

Solar ImpulseCiò che è importante sottolineare, è che tale visione propensa alle energie rinnovabili va avanti ormai da tempo, e tutt’oggi iniziano a registrarsi i primi risultati tangibili. Uno dei più importanti è quello del progetto Solar Impulse: si tratta di un aereo alimentato solo con energia solare, che ha portato a termine un viaggio di 42.000 km suddiviso in 17 tappe, sparse tra quattro continenti. Guardando, invece, ai lavori interni, ha preso vita la costruzione della più grande centrale solare di Abu Dhabi, con un impianto di 1,17 gigawatt. Con un finanziamento di 3,3 miliardi di dollari, alimenterà circa 200.000 case.



Lasciamo Abu Dhabi per volare nell’altro colosso degli Emirati Arabi Uniti, ovvero Dubai, dove anche qui non mancano le iniziative a favore della green energy. Per esempio, sono state promosse le macchine ibride, con l’installazione delle prime stazioni di ricarica per questa tipologia di veicoli. Ovviamente, la volontà è quella di incentivare i cittadini a utilizzare mezzi di trasporto sostenibili, con lo scopo di ridurre le emissioni di CO2. Sempre a Dubai, in collaborazione con Abu Dhabi, uno dei progetti di spicco dell’ultimo periodo è quello riguardante la tecnologia Hyperloop.

Hyperloop OneSi tratta di un mezzo di trasporto ultra-veloce, paragonabile, anche se diverso in alcuni elementi, ai famosi Bullet Train giapponesi. È di poche ore fa l’ultimo test, che ha portato una capsula passeggeri (grossa all’incirca come un vagone della metro di New York) alla velocità di 309 km/h in soli 300 metri. Teoricamente, queste capsule Hyperloop potrebbero viaggiare a 750/1000 km/h. Grazie a questa tecnologia, il viaggio Abu Dhabi – Dubai, circa 120 km, sarà percorribile in una manciata di minuti, una sorta di rivoluzione rispetto alle oltre due ore di viaggio con un pullman, o ai soli 48 minuti via aereo.

Sostenibilità. Negli Emirati Arabi Uniti la pianificazione del futuro gira tutto intorno a questa parola. L’immensa disponibilità economica degli Emirati è un fattore determinante verso una crescita delle energie rinnovabili, e i progetti non mancano in questo ambito. Tra aerei a energia solare e treni elettrici che toccano velocità mai immaginate, resta da dire una sola cosa: benvenuti nel futuro.

Marco Razzini

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About Marco Razzini

Marco, classe ‘97, è un ligure (non) molto DOC. Nato in una famiglia genoana da generazioni, il suo cuore ama solo il Milan e il suo dialetto è piuttosto discutibile. Con il sogno di viaggiare in giro per il mondo, al momento si accontenta dell’autobus che passa sotto casa per andare nelle città vicine. La passione per il calcio è unica e insormontabile; è capace, infatti, di recitare a memoria tutta la rosa dell’Italia partecipante ai mondiali del 2006. Il suo motto arriva dall’America: «Because limits, like fears, are often just an illusion» – Michael Jordan.

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