L’insegnamento che il piccolo Bradley Lowery ha lasciato

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Bradley Lowery, divenuto il beniamino di tutto il calcio inglese, ci ha lasciati l’otto luglio scorso all’età di sei anni. Il bambino britannico non è riuscito a sconfiggere un neuroblastoma che l’ha costretto a sottoporsi a numerosi interventi e a seguire svariati cicli di chemioterapia. Nel 2014 sembrava che il peggio fosse passato e  che il tumore potesse essere sconfitto, ma lo scorso anno la malattia si è nuovamente manifestata con un esito finale già scritto. Per questa ragione la squadra del cuore di Bradley, il Sunderland, si è stretta intorno al piccolo, rendendolo la mascotte del club che ha militato durante la stagione appena trascorsa nella massima serie britannica. Uno dei centravanti  della società sportiva, Jermaine Defoe, ha stretto nel corso degli anni un legame indissolubile con il giovane Bradley. Il sincero affetto mostrato dal calciatore verso il bambino, sia sotto i riflettori che nei tanti momenti di vita privata che Jermaine ha dedicato al piccolo tifoso, ha scaldato il cuore di tutto il mondo calcistico e non solo.

defoeImpossibile non commuoversi davanti alla lettera che l’attaccante della nazionale inglese ha dedicato all’amico appena scomparso: «Ciao amico mio, mi mancherai tantissimo. Ringrazio Dio che ti ha condotto nella mia vita e mi ha dato la possibilità di trascorrere momenti stupendi con te. Non dimenticherò mai il tuo sguardo quando ti incontrai la prima volta, quell’amore così genuino dei tuoi occhi dolci. Il tuo modo di pronunciare il mio nome, i tuoi sorrisi da superstar e l’amore che ho provato quando ero al tuo fianco. Il tuo coraggio sarà sempre per me una fonte di ispirazione per il resto della mia vita. Non puoi capire quanto tu mi abbia cambiato come persona. Ora sei tra le braccia di Dio e io ti porterò per sempre nel mio cuore. Dormi beato piccolino. Mio migliore amico». Queste le parole toccanti che un calciatore ha rivolto al suo più grande tifoso, divenuto ormai come un fratello minore. Il piccolo Brad è andato incontro ad un destino beffardo, ma ha trascorso l’ultima fase della sua vita con il sorriso sulle labbra, seguendo ciò che più ha amato nel corso della sua breve esistenza: il calcio e il suo Sunderland.



La sorte del piccolo Bradley, per quanto tragica, non lascerà soltanto dolore. La triste vicenda ha permesso all’intero mondo calcistico, influenzato sempre più dal marketing e sempre meno dalla passione sportiva, di comprendere almeno per un giorno il valore emotivo che questo gioco assume nella vita di un tifoso. Per un giorno soltanto, i sentimenti hanno prevalso sugli sponsor, sui diritti televisivi, sul numero degli abbonamenti, sull’esportazione del brand all’estero. La retrocessione del club non ha spento la passione dei tifosi, in lutto per la perdita di uno dei membri della loro grande famiglia. Il valore di questa passione si rifletteva ogni domenica allo Stadium of the Lights, quando Bradley Lowery faceva il suo ingresso in campo tenendo la mano del suo idolo, con quella spensieratezza dipinta in volto che risulta così naturale se ad ostentarla è un bambino. Varcando il tunnel che porta al campo di gioco, un bambino dal futuro segnato riusciva ad essere felice. Il più amato tra i tifosi del Sunderland ci ha lasciati troppo presto, ma il suo ricordo permetterà ancora di comprendere che tutto questo non è solo un gioco.

Francesco Laneri

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About Francesco Laneri

Francesco, classe ’97, studente del Liceo Classico Statale “N. Spedalieri” di Catania, è il membro più giovane della redazione. Il suo interesse principale consiste nell’allenarsi quotidianamente per vincere le olimpiadi di ozio sul divano; amante della letteratura italiana e del cantautorato (nello specifico De André e Guccini) è particolarmente appassionato di tutto ciò che concerne la politica, ambito in cui s’impegna parecchio a livello studentesco. Crème de la crème, ha creato un giornalino scolastico ripercorrendo inconsapevolmente la strada dei suoi predecessori.

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