Libia spaccata in due, prosegue la missione navale italiana

Libia spaccata in due, prosegue la missione navale italiana

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Si trova nuovamente spaccato in due il vicino Paese a seguito della decisione politica del governo Gentiloni di avviare la missione navale italiana in acque libiche. Si tratta di un’operazione di ricognizione avviata «su richiesta e d’intesa con la controparte», così come ha precisato la Farnesina, e potrebbe terminare nel giro di pochi giorni. Non sembra però essere così ottimista il vice di Serraj, ovvero il vice presidente del consiglio presidenziale libico, Fathi Al-Majbari, il quale ha dichiarato secondo quanto riportato dal sito della televisione libica Libya Channel che «il trattato di amicizia italo-libico e i memorandum di intesa tra i due Paesi non contemplano interventi del genere. La missione è un’infrazione esplicita dell’accordo politico e delle sue clausole, in particolare quelle relative alla sovranità della Libia».

missione 2Il Paese è così spaccato in due poiché da un lato c’è Serraj, primo ministro libico, il quale ha appunto autorizzato la missione navale italiana a sostegno della guarda costiera libica e con il solo obiettivo di fermare il traffico di esseri umani nel Mediterraneo, e dall’altro lato c’è Al-Majbari, il quale ha già intimato l’Italia di «cessare immediatamente la violazione della sovranità della Libia, di rispettare gli accordi internazionali, di mantenere delle relazioni di buon vicinato e di rispettare gli accordi in vigore tra i due Paesi, oltre infine a rispettare le ratifiche delle decisioni del governo e gli accordi e i trattati libici».



Intanto, poco tempo prima dell’avvio della missione italiana in Libia, la Francia del neo presidente Macron ha proseguito nella strategia politica antiterroristica in Africa facendosi spazio anche in Libia e, approfittando della debolezza italiana, ha sottoscritto un’intesa con le due forze libiche contrapposte firmando a Parigi un accordo a tre con il generale Khalifa Belqasim Haftar e Fayez al-Sarraj. Sarà stata forse questa mossa francese a spingere l’Italia ad uscire fuori dall’immobilismo in materia di politica di immigrazione e di controllo delle frontiere? L’ambasciatore italiano a Tripoli, dal canto proprio, decide di rispondere alla mossa strategica di Macron dichiarando: «Noi lavoriamo per raggiungere obiettivi condivisi quali stabilità e riconciliazione nazionale».

Ester Sbona

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About Ester Sbona

Ester Sbona è una giovane donna di Melilli (SR), solare e intraprendente. È una persona sensibile e attiva, soprattutto nel sociale. Presidentessa dell’associazione no-profit SPAIDER, per la parità dei diritti, volontaria della Croce Rossa Catania e operatrice presso un centro di accoglienza per immigrati, parla 3 lingue (inglese, spagnolo e francese) ed è appassionata d’arte: disegno, cinema e teatro in particolare.

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