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Fenomenologia del complottismo: quando la scienza diventa il nemico

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Dai no-vax, alle scie chimiche: come la diffusione delle teorie del complotto più famose sta formando l’opinione pubblica italiana.

Tra mille polemiche e mille proteste è stato recentemente approvato, anche alla Camera, il Decreto Vaccini: risposta del Governo Gentiloni all’allarme lanciato mesi fa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in merito al preoccupante aumento dei casi di morbillo in Italia nei primi mesi del 2017. Il decreto – accolto con 296 voti favorevoli, 92 contrari e 15 astenuti – ha subito diverse modifiche in commissione al Senato, soprattutto relativamente alle sue parti più controverse: il numero di vaccinazioni obbligatorie (sceso a dieci nel testo approvato), l’introduzione di sanzioni economiche da 100 a 500€ per gli inadempienti e l’abolizione della tanto contestata proposta di revoca della potestà genitoriale.

Foto di Fabio Cimaglia / LaPress

Foto di Fabio Cimaglia / LaPresse

Nonostante questo, la reazione del movimento no-vax non si è fatta attendere e, tra sit-in e cortei sparsi per le maggiori piazze d’Italia, è proprio a Montecitorio che si sono registrati gli episodi più gravi; qui tre deputati del Partito Democratico sono stati accerchiati e aggrediti dai manifestanti, prima di essere messi in salvo dalla Digos. L’episodio, condannato sia dai sostenitori del decreto che dai suoi detrattori, ha tuttavia evidenziato non solo quanto sia ampia la distanza tra le due posizioni ma anche quanto sia profonda la spaccatura sociale del nostro paese che individua, attualmente, due grandi categorie all’interno dell’opinione pubblica italiana: l’una costituita dagli studiosi, dagli scienziati e dagli addetti ai lavori che lodano l’iniziativa del Governo e la ritengono il minimo per fronteggiare la mancanza della famosa copertura di gregge, l’altra è costituita dalla gente comune che si forma online, che non ha né i mezzi né gli strumenti per comprendere le innumerevoli ricerche effettuate in questi anni e che cade facilmente preda degli infiniti articoli antiscientifici di cui è cosparso il web.

La deriva antiscientifica dell’opinione pubblica a cui si assiste da vari anni – in Italia e nel mondo – è solo uno dei tanti sintomi da ricondurre a quella che è, in realtà, una più ampia e più dannosa deriva anticulturale, caratterizzata dall’affiorare giornaliero di sempre nuove teorie del complotto e da una sempre costante polarizzazione della dialettica politica e sociale. La modernità ha perso i suoi punti di riferimento e, al loro posto, non ne sono sorti di nuovi. L’uomo comune diffida del sistema politico e della democrazia rappresentativa, non crede più alla veridicità delle informazioni provenienti dai mass media e dubita delle conquiste scientifiche: preferisce la rousseauiana democrazia diretta del web, crea la sua opinione online su qualche sito altervista e ritiene che dietro il progresso scientifico vi sia sempre e solo il profitto delle grandi multinazionali.
Uno spettro si aggira per l’Europa e, se per Marx quello spettro era il Comunismo, quello dei giorni nostri è indubbiamente lo spettro del Complottismo.



La deriva anticulturale dell’Occidente non è certamente un argomento nuovo. Già nel 1965 lo storico Richard Hofstadter se ne occupò nel suo saggio The Paranoid Style in American Politics in cui è prefigurato un panorama politico dominato da una dialettica dai toni paranoidi, nulla di diverso da ciò che accade oggi: gli esperti di marketing la chiamano FUD acronimo di fear, uncertainty, doubt (paura, incertezza, dubbio), strategia basata sulla diffusione di informazioni vaghe, negative e inaccurate al fine di creare, ad arte, dubbi nel destinatario. Su questa scia si sono inseriti diversi altri studi, soprattutto di psicologi e sociologi, come Ted Goertzel, Seymour Martin Lipset, Earl Raab e Mark Fenster che hanno individuato aspetti comuni nelle diverse teorie del complotto più diffuse: queste sono sempre populiste, stanno sempre dalla parte dell’uomo comune «noi, gente per bene» contro i potenti del mondo (i ricchi, il Governo, la lobby di Big Pharma, …) e che il complottista si basa non su prove documentate ma sulla più totale generalizzazione dei fatti.

Manifestazione No-Vax a Milano

Manifestazione No-Vax a Milano

Che si parli di vaccini, di scie chimiche o di immigrazione il risultato non cambia: il complottista medio è comunque convinto che i maggiori avvenimenti attuali siano frutto di azioni organizzate e gestite da gruppi di controllo reali o occulti. Che le prove siano assenti o fabbricate ad arte non importa: se non ci sono è perché sono state insabbiate, se dichiarate false è perché gli interessi dei potenti devono essere protetti. È chiaro che non esiste uscita da questo circolo vizioso e che ogni tentativo di dimostrare il contrario viene accolto nella maggior parte dei casi con l’accusa di essere collusi con il sistema. È stata anche dimostrata da uno studio del PLOS ONE (giornale di informazione e divulgazione scientifica) l’inutilità di chi conduce attività di debunking e di demistificazione delle false notizie che girano sul web: spesso e volentieri l’evidenza scientifica è ignorata, a favore di «opinioni alternative» e di come queste portino ad un progressivo rafforzamento della convinzione, nei complottisti, delle proprie teorie.
Nonostante questo, la battaglia della comunità scientifica contro la disinformazione procede. Siti come medbunker.com, pubmed.com e factcheck.org sono impegnati in prima linea per combattere la diffusione delle fake news allo scopo di evitare che le falsità del web vengano vendute a soggetti deboli che si rifugiano nelle pseudoscienze per fare i conti con i drammi reali che vivono.

Francesco Maccarrone

 

 

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About Francesco Maccarrone

Francesco Maccarone, classe ’95, è un ragazzo originario di Catania, trasferitosi a Milano per inseguire le velleità accademiche della facoltà di Giurisprudenza all’Università Cattolica. Appassionato di basket, boxe e di tutto ciò che ruota intorno alla cultura americana, ritiene che gli uomini più importanti della storia siano: Michael Jordan, Axl Rose, Marilyn Manson e Gesù Cristo (esattamente in quest’ordine). Alla prima reale esperienza in ambito giornalistico spera di poter dar frutto alle svariate ore di telecronache immaginarie su FIFA, NBA2K nonché alle sintesi delle (emozionanti) giornate di Fantacalcio.

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