Esclusiva VdC – Perché ci si trucca? La parola ad una make up artist

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Abbiamo chiesto ad un’addetta ai lavori perché nella nostra società si usa il make up. Qual è il confine tra l’aumento della sicurezza personale e l’ostentazione di una maschera per nascondersi? Chi meglio di una make up artist avrebbe potuto risponderci. Ecco allora cosa ci ha detto Michela Zitoli, truccatrice professionista di Modena specializzata in trucco correttivo e camouflage.

shutterstock_295721297-980x480Che correlazione c’è tra make up e psicologia?

«Tante volte l’utilizzo del make up è visto come un atto di frivolezza, ma è legato al nostro bisogno di avere e di dare agli altri che ci circondano un’immagine definita di ciò che siamo. Il modo di truccarsi ha radici profonde nella nostra soggettività, nei nostri interessi e nel nostro senso di appartenenza. Riflette la nostra personalità tanto quanto il nostro modo di vestire oppure di pettinare i capelli».

Qual è il confine tra la “maschera” dietro cui nascondersi e il make up?

«Ho due risposte diverse a questa domanda: la prima è che si realizza una “maschera” quando si mostra qualcosa che effettivamente non si è. Credo, però, che poche persone potrebbero tollerare di indossare qualcosa in cui non ci si identifichi. Credo che indossare una maschera dietro cui nascondersi nel make up non significhi essere “una persona falsa” ma una persona che cerca di affermarsi attraverso un aspetto costruito, dato che non ci è stato regalato da madre natura. Cercare di migliorarsi è, a mio avviso, un atteggiamento sicuramente costruttivo. In questo caso il trucco è prettamente migliorativo, soprattutto per l’umore e l’attitudine che ci regala, con cui affrontiamo la quotidianità con più sicurezza in noi stessi. La seconda risposta è che il confine sta nell’eccesso. Il trucco ha questa definizione perché non si vede, non si deve vedere e deve rimanere naturale, perfettamente armonizzato in stesura e colori sul nostro volto. Deve valorizzare i nostri limiti e così facendo, superarli».

truccoIl concetto di make up si è evoluto con il tempo in rapporto alla società?



«Il trucco è da sempre parte fondamentale del costume e della società. In questo argomento rientra in gioco il nostro senso di appartenenza, ovvero il fatto che l’immagine che scegliamo di avere ci fa rientrare nella categoria a cui vogliamo appartenere. Ci sono delle simbologie e degli archetipi specifici. Una donna che vorrà affermare la sua immagine come elegante ad esempio, tenderà ad avere un make up naturale ma sofisticato e seguirà la stessa linea per acconciatura ed abbigliamento, tenderà magari a comprare determinati brand che propongono quell’immagine piuttosto che altri e comprerà dei prodotti con un packaging importante, piuttosto che in una plastica anonima».

Secondo te esiste una correlazione tra i colori usati e l’umore?

«Esiste una correlazione tra armocromia e umore. L’armocromia è lo studio dei colori dei capelli, degli occhi, del sottotono della pelle in correlazione con la scala cromatica del mondo che ci circonda. Secondo l’armocromia esistono dei colori specifici che rendono la percezione della nostra immagine particolarmente armonica e piacevole. Ci sono colori che ci valorizzano e se si opta per i colori giusti la nostra immagine cambia completamente. Per questo motivo posso dire che raramente una persona di pessimo umore sceglierebbe, istintivamente, di indossare un colore che oggettivamente gli sta male, apparendo esternamente anche peggio di quel che sente internamente. Piuttosto, a meno che non ci si trovi in un momento di abbrutimento legato a fasi depressive, ci sarà l’atteggiamento costruttivo di volersi tirare su il morale, apparendo al meglio di ciò che si percepisce al momento».

MakeupPerché gli uomini non si truccano nella nostra società?

«E chi lo dice? Gli uomini usano il trucco. Gli uomini con una pelle particolarmente grassa utilizzano la cipria per non avere un aspetto troppo lucido, quelli con delle imperfezioni o delle discromie come le occhiaie utilizzano il correttore. Gli uomini non utilizzano colori vivaci, ma si truccano eccome ed hanno la stessa voglia delle donne di apparire al meglio».

Si tende quindi a credere di aver abbandonato quelle consuetudini antiche, appartenenti ad esempio ai nativi americani che marcavano il proprio volto con dei colori per comunicare uno status. Invece ancora oggi ci si trucca per senso di appartenenza, per comunicare e perché no, per portare una sana “maschera” da presentare agli altri nelle occasioni più importanti della nostra vita.
Serena Borrelli

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About Serena Borrelli

Serena è una ragazza di 24 anni, studia Comunicazione e prima o poi si augura di laurearsi, più prima che poi. Tra le medaglie al valore, la vittoria alla IX edizione del concorso letterario Il Fiorino nel 2007, l’esperienza come stagista per ArteStampa nel 2015 e l’attività di blogger dal 2016. Nella vita scrive, legge, fotografa, prova senza successo a suonare la chitarra, è volontaria nella biblioteca del paese e fa palestra.

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