Catanzaro, allontanati da locale per un bacio

Catanzaro, allontanati da locale per un bacio

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IMG_1465In questi giorni le città italiane si sono tinte arcobaleno: nelle loro strade donne e uomini  sono scesi a manifestare con l’obiettivo di difendere l’amore nell’accezione più estesa del termine. Contemporaneamente le politiche nazionali continuano a mostrarsi, seppur gradualmente e con moderazione, sempre più favorevoli al riconoscimento dei diritti per le coppie omosessuali, non ultima l’approvazione del Parlamento tedesco ai matrimoni gay. In quella che sembra essere una società giunta, dopo lotte di affermazione, ad uno stato di apertura nei confronti del diverso, però, si celano ancora i retaggi di  ingiustificate fobie pronte ad oltrepassare all’occorrenza quelle maschere del progressismo che non hanno scelto di indossare.

È accaduto in un locale di Catanzaro, il Rebus: due ragazzi, mentre ballavano, sono stati cacciati fuori. Perché? Per un bacio.  «Sono uscito con un ragazzo e due ragazze, siamo andati a ballare. Io con questo ragazzo mi sto conoscendo. In pista, in discoteca, ci siamo baciati, e lì è successo quello di cui voglio parlare» è quanto scrive Davide nella lettera di sfogo e denuncia morale pubblicata dal sito calabrese catanzaroinforma.it. «Mentre ballavo in pista c’è stato il bacio e l’abbraccio. Allora si è avvicinato un buttafuori dicendomi che queste cose non si possono fare, perché la gente stava ridendo e bisognava evitare ci fossero liti. In effetti io mi sono accorto che la gente ci accerchiava. Ho sentito intorno a me di essere accerchiato da omofobi. Inizialmente sono rimasto lì e ho continuato come se nulla fosse. Allora entrambi siamo stati allontanati, il motivo? Anche per salvaguardami da eventuali liti, mi è stato detto. Ma com’è possibile tutto ciò? A parte il fatto che ho regolarmente pagato il biglietto al locale. Cosa stavo facendo di male?» continua il ventunenne.

IMG_1466Ancora occhi, quindi, che si chiudono davanti all’affetto, abitanti del millennio della tecnologia e dell’evoluzione che non riescono a progredire nella naturale accettazione dell’altro. Continuiamo a sconvolgerci davanti a gesti di passione, dinanzi ai legami, e quasi tolleriamo maggiormente quelli di violenza, abbiamo familiarizzato con scenari intrisi di morte. Non sono mancate, comunque, le difese da parte delle amiche che erano con loro, sbigottite per l’accaduto. «Qual è il problema, loro non si possono baciare e le coppie eterosessuali sì?». Le parole del giovane si concludono con un appello facente riferimento al Gaypride celebrato a Cosenza il giorno prima «Forse più che queste feste sarebbe utile testimoniare in altri modi, ad esempio raccontare anche attraverso l’Arcigay o altre associazioni l’omofobia ancora dilagante che molti di noi omosessuali sono costretti a subire».



Dall’altra parte, invece, il titolare della discoteca, Fabrizio Carpanzaro, sottolinea la presenza di un malinteso. «Stava ballando con il proprio partner e con lo stesso era in atteggiamenti teneri, cosa legittima e appartenente alla propria sfera privata» afferma. Per il proprietario, infatti, non si traterebbe di un caso di omofobia. «Non accettiamo che una forma di tutela sia capovolta nel suo significato e usata per crociate personali. Ho chiamato Davide, su sua richiesta, per chiarire le dinamiche lavorative che si presentano in certe occasioni, tranquillizzandolo sul fatto che il motivo del nostro invito non era il fatto che fossero due uomini a baciarsi ma l’intento di inibire situazioni disagevoli che potessero crearsi per la provocazione di qualche cliente di sicuro meno aperto e maturo, tra l’altro ammonito contestualmente per quanto emerso. Per nostra competenza possiamo monitorare le singole situazioni, non abbiamo la pretesa di calibrare o migliorare il pensiero degli altri su certi temi. Ci saremmo aspettati un minimo di considerazione da parte dei ragazzi interessati e un distinguo obiettivo e nitido che facesse luce su chi possa aver ritenuta la loro presenza motivo di provocazione, di sicuro non noi e questo andava detto e rimarcato».

IMG_1463A pronunciarsi sulla spiacevole vicenda anche l’associazione Radicale Certi Diritti e i comitati Arcigay Fenice e Diversi Uguali per cui l’atteggiamento tenuto sarebbe del tutto incomprensibile. «A noi risulta da alcuni testimoni, che frequentano il locale e non conoscono la coppia che è stata invitata ad allontanarsi, che non è stato oltrepassato nessun ‘limite del buongusto, della decenza’. È significativo che quanto accaduto sia avvenuto a poche ore dal Pride che si è celebrato nel pomeriggio di sabato a Cosenza». 

Concetta Interdonato

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About Concetta Interdonato

Concetta Interdonato studia Giurisprudenza a Catania. Timida e silenziosa secondo alcuni, chiacchierona e spavalda secondo altri, probabilmente è solo lunatica. Si definisce combattiva anche se con la scrittura è alle prime armi. Ama viaggiare, il mare, la gente e le sue storie e sogna di averne una un giorno che valga la pena di essere raccontata.  Ai rigidi programmi preferisce le azioni del presente, indicativo preferibilmente.

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