Bufera sul colosso “Google”: le donne sono davvero pagate meno degli uomini?

Bufera sul colosso “Google”: le donne sono davvero pagate meno degli uomini?

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Il colosso Google è stato accusato dal Dipartimento americano del Lavoro, di discriminazione. Durante un controllo di routine è emerso, infatti, che l’azienda paga le sue dipendenti donne molto meno degli uomini, relegandole spesso anche a posizioni secondarie. Ovviamente, la società ha dichiarato che niente di tutto ciò è vero.

Janette Ripper, direttore regionale del Dipartimento del Lavoro, durante un’udienza tenutasi nel tribunale federale di San Francisco, ha dichiarato di avere prove che dimostrino come sistematicamente Google tenda ad avvantaggiare gli uomini a scapito delle donne, i cui compensi sono sempre inferiori. «Siamo in disaccordo con Ripper ‒ risponde l’azienda -. Ogni anno conduciamo un’ampia e approfondita analisi sui compensi e non abbiamo rinvenuto nessuna disparità. Al di la’ di dichiarazioni infondate, le quali abbiamo sentito per la prima volta in tribunale, il Dipartimento del Lavoro non ha fornito nessun dato, o condiviso la metodologia usata».



Non è la prima volta che la liberal Silicon Valley si trova nel mirino del Dipartimento per questioni del genere. A sostegno delle accuse, difatti, ci sono studi recenti che dimostrano come la finanza sia sempre più solo per uomini. Questa storia è la dimostrazione che, nonostante le tante battaglie per la parità dei sessi, nel 2017 le donne sono ancora viste, purtroppo, come inferiori agli uomini e sembra che nulla stia cambiando.

Martina Sacco

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Martina Sacco

About Martina Sacco

Martina è un raro esemplare di ragazza bolognese che studia a Bologna. Dopo essersi diplomata in un istituto tecnico-commerciale, ha deciso di cambiare completamente strada e chiudere con la matematica, iscrivendosi alla Facoltà di Scienze della Comunicazione. È una biondina esuberante, estremamente curiosa, ficcanaso e con la voglia di condividere ciò che reputa interessante con più persone possibili. La sua prima e unica esperienza giornalistica risale alla terza elementare, quando un giornale bolognese pubblicò diverse frasi scritte da lei e dai componenti della sua classe.


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