Il gel biocompatibile per restauri è firmato UniBo

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BOLOGNA – Raggiunto un nuovo primato targato Unibo, che vede la creazione di una miscela di biopolimeri biodegradabili i quali si possono produrre da scarti di varia natura e a basso costo. Il prodotto, nato da un progetto di ricerca applicata realizzato presso il Campus di Ravenna dell’Alma Mater è già stato testato sulla statua del Nettuno – da tempo sotto restauro – e sul dipinto di Cimabue esposto nella basilica di Santa Maria dei Servi a Bologna. Le protagoniste del progetto sono state tre giovani ricercatrici dell’università: Giorgia Sciutto, del Dipartimento di Chimica Giacomo Ciamician, Laboratorio di microchimica e microscopia applicata ai beni culturali; Chiara Samorì, del Dipartimento di Chimica Giacomo Ciamician e del CIRI Energia Ambiente; Laura Mazzocchetti, del Dipartimento di Chimica Industriale Toso Montanari, CIRI-MAM (Meccanica Avanzata e Materiali).



L’idea è nata da un’esigenza concreta, emersa nell’ambiente della conservazione e del restauro dei beni culturali, da richieste specifiche dei restauratori che cercavano alternative alle metodologie tradizionali finora utilizzate. Il progetto è frutto della collaborazione di tre laboratori universitari: due centri di ricerca attivi sul territorio ravennate (uno applicato ai beni culturali e uno di scienze ambientali, noti per le loro ricerche nell’ambito della chimica applicata ai beni culturali e della chimica sostenibile) e un importante centro per lo studio dei materiali con sede a Bologna. La miscela consentirà la pulitura delle opere d’arte, ma la grande novità è che sarà completamente biodegradabile, ecosostenibile e soprattutto non dannosa per la salute dell’uomo e l’ambiente.

Un prodotto che mancava sul mercato dei beni culturali e che potrà finalmente andare a sostituire le sostanze tossiche comunemente utilizzate per la delicata fase di rimozione di incrostazioni, macchie e alterazioni cromatiche dall’opera. Il prodotto ha suscitato subito un grande interesse nell’ambito di studio, infatti sono in corso diverse collaborazioni con noti istituti di restauro italiani, ma anche con colleghi non del settore. Un grande passo avanti, dunque, per avere strumenti sempre più all’avanguardia, ma soprattutto sempre meno dannosi per l’uomo e l’ambiente.

Roberta Ventura

 

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Roberta Ventura

About Roberta Ventura

Roberta è una riccia siciliana trapiantata a Bologna fin dall’età di sei anni. Da sempre intraprendente, ha tante (troppe, infinite) idee per la testa e non riesce mai a stare ferma. Ama il mare, il sole e la buona cucina. Come avrà fatto ad abituarsi a Bologna? Non lo sa, ancora se lo chiede. A otto anni prova a scrivere un libro, ma senza successo. Così, a quasi vent’anni ci riprova, sperando che studiare Comunicazione l’aiuti a superare la tortuosa strada del giornalismo.

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